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(dopo la nascita del sistema europeo di banche centrali e della Banca Centrale Europea). Come già approfonditamente spiegato nel capitolo precedente, la nascita e la piena operatività della Banca centrale Europea ha prodotto una profonda mutazione delle funzioni della Banca d’Italia.

Le funzioni della Banca d’Italia, prima della nascita dell’Unione Monetaria, erano legate all’emissione della carta moneta, alle attività di controllo nella materia valutaria, nell’ambito delle attività bancarie, nella materia della finanza non bancaria oltre che tutta quell’attività di controllo del sistema finanziario, nel suo complesso.

Tradizionalmente un’analisi delle funzioni svolte dalla Banca d’Italia era sviluppato in modo congiunto, non foss’altro per lo stretto legame di interconnessione che si può ravvisare tra le funzioni stesse: un esempio poteva essere (e può tuttora esserlo) dato dallo stretto intreccio che si ravvisa tra la funzione Monetaria, quella di Vigilanza sul settore Bancario e quella Valutaria.

L’irrompere, in ultima battuta, sulla scena dell’Istituzione B.C.E. , ma precedentemente, lo svolgersi storico degli eventi che hanno portato alla creazione dell’Unione Monetaria, hanno avuto la conseguenza di produrre una progressiva mutazione delle funzioni della Banca stessa.

Il processo di cui è stato fatto cenno, ha visto come momento conclusivo la nascita del S.E.B.C. ma ha trovato, per quel che riguarda l’ordinamento interno italiano, un passaggio cruciale, con il Testo Unico Bancario approvato con d.lgs. n 385 del 1°settembre 1993, nel divieto, a carico della banca stessa, di utilizzare gli strumenti propri della Vigilanza bancaria per attuare finalità di Politica Monetaria.

Questo sviluppo politico e, quindi, giuridico ha prodotto un progressivo scollamento e, contemporaneamente, una progressiva presa di coscienza della posizione di autonomia nei confronti dell’Autorità Politica nella quale operava ed opera la Banca d’Italia; posizione di autonomia che, insieme con altri indici di riconoscibilità sicuramente più fondanti, permette di qualificare la Banca d’Italia come un Autorità indipendente.(L’argomento sarà trattato nel capitolo terzo di questo scritto).

Procediamo, quindi, a prendere in considerazione le funzioni demandate alla Banca d’Italia, ovviamente tenendo conto degli interventi apportati nel corso dell’immediato passato.

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LA BANCA D'ITALIA COME AUTORITA' INDIPENDENTE - tesi di laurea di Pierrenzo Noventa (Univ. di Parma)



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