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Fri07Feb200315:00
2.1 - LA STRUTTURA DELLA BANCA D'ITALIA
Come abbiamo potuto notare nel primo paragrafo del precedente capitolo, la Banca d’Italia si è trasformata da una società anonima ad un Istituto di Diritto pubblico “ ai fini della tutela del pubblico credito e della continuità d’indirizzo dell’istituto d’emissione” (art.20 della legge bancaria del 1936); tuttavia a questa mutazione giuridica non corrisponde una modificazione della struttura organizzativa della Banca stessa.

Infatti, l’organizzazione interna della Banca d’Italia è caratterizzata dalla commistione di elementi tipici di una società per azioni sia d’elementi riconoscenti la sua natura di “ Istituto di diritto Pubblico”.

E’ fuor di dubbio che, attualmente nel nostro ordinamento giuridico, la Banca d’Italia si configuri come un Istituto di Diritto Pubblico; alcuni autori hanno sostenuto che la Banca d’Italia fosse qualificabile come Organo dello Stato altri come Ente Strumentale , taluni come Ente Autonomo .Tutte le affermazioni teoriche che hanno portato alle definizioni di cui prima, costituiscono il punto d’arrivo di ragionamenti che traggono spunto da due opinioni diverse; la prima posizione esalta l’aspetto privatistico, sì da renderla estranea alle pressioni politiche, la seconda, invece, ne rimarca il carattere pubblicistico perché è comunque ravvisabile, se non un controllo, un dovere di adeguamento da parte della Banca, per tutte le sue funzioni, alle linee guida di politica economica generale elaborate dai tradizionali organi della rappresentanza politica. Tuttavia, secondo la legislazione che concerne direttamente la Banca stessa, vi sono caratteristiche che la riportano ad una dimensione societaria. L’affermazione in questione è supportata da alcune disposizioni legislative direttamente riferibili alla Banca, ma anche dalle regole determinate dallo Statuto; per esempio la Banca d’Italia non detiene la titolarità di un patrimonio (come tutti gli enti pubblici) bensì di un capitale sociale suddiviso in quote nominative possedute da Casse di risparmio, Istituti di credito di diritto pubblico e banche di Interesse nazionale, Istituti di Assicurazione. A temperare, in qualche modo, questo carattere “societario” della struttura giuridica della Banca d’Italia è, peraltro, previsto un vincolo all’alienabilità delle quote in primo luogo in relazione agli acquirenti, che devono essere soggetti legittimati a possederle ed in seconda battuta in relazione al preventivo consenso del Consiglio Superiore. Va, poi, notato come l’esclusione del capitale privato dalla partecipazione al capitale della Banca d’Italia conferma il carattere associativo dell’Istituto. La profonda commistione di caratteristiche diverse nell’organizzazione della Banca, la possiamo notare anche nella sua struttura interna; infatti, organi della Banca d’Italia sono:
1) Assemblea dei partecipanti cui compete l’approvazione del bilancio della Banca e la nomina dei membri del collegio sindacale.
2) Il consiglio superiore ai cui 13 membri nominati dall’Assemblea, cui si aggiunge il Governatore, che lo presiede, spetta l’Amministrazione Generale della Banca.
3) Il comitato del Consiglio superiore composto dal Governatore e da quattro membri nominati annualmente dal Consiglio Superiore, con funzioni consultive e di amministrazione attiva demandategli dal Consiglio Superiore o dal Governatore.
4) Il Direttorio, composto dal Governatore, dal direttore Generale e da due Vicedirettori Generali, cui è attribuita la direzione dell’Istituto in linea con le indicazioni fissate dal Consiglio Superiore, dal Comitato e dal Governatore.
5) Il Governatore, vero organo di vertice dell’organizzazione.

A ben guardare ci troviamo di fronte ad una tipica struttura di una società per azioni con gli Organi di amministrazione e di controllo nominati dall’Assemblea con la considerazione che tutto questo è dato per presupposto anche dal Testo Unico Bancario del 1993.

Come per tutte le società per azioni sussiste il diritto, per i partecipanti, ad ottenere un rendiconto annuale sulla base di un bilancio da sottoporre all’approvazione dell’assemblea generale. Il mantenimento della forma privata di organizzazione interna e di gestione ne conferma la dimensione imprenditoriale che ne caratterizza fondamentalmente la natura dell’Istituto. Se, poi, aggiungiamo che la Banca d’Italia risulta del tutto priva di forme di sovvenzione finanziaria statale, è evidente che essa conforma la sua attività al rispetto del criterio di Economicità, inteso come necessità di raggiungere la parità tra costi e ricavi.Allo stesso tempo, però, l’art.19 dello Statuto prevede che la nomina e la revoca del Governatore( con una delibera conforme da parte del Consiglio Superiore della Banca) debbano essere approvate con Decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con in Ministro del Tesoro sentito il Consiglio dei Ministri.

Questo non perfetto adeguamento della forma giuridica esterna della Banca con la sua struttura interna e con la nuova realtà politica successiva alla legge del 1936, ha inciso molto sulle posizioni di vertice della Banca stessa in particolare sulla posizione del Governatore.

Escluso che lo si possa qualificare come un amministratore delegato, è altrettanto certo che non dipende dal Governo né è sottoposto al suo controllo poiché gode di un mandato a tempo indeterminato ma non si può dire, allo stesso modo, che egli e la sua azione siano del tutto indipendenti ed autonome perché, comunque, è sempre previsto un potere di vigilanza e di direttiva del Ministero del Tesoro.

E’ possibile rilevare che il Governatore (l’abbiamo definito Organo di Vertice) si pone in una posizione di rilevante autonomia rispetto all’Organizzazione Interna e questo è altresì confermato dalla particolare procedura prevista per la sua nomina oltre che, naturalmente, da quel che concerne la sua operatività ; ora, però, è opportuno cercare di individuare chi sia realmente depositario del potere di designazione di questo organo di vertice, giacché nel procedimento di nomina confluiscono interventi di soggetti diversi.

Da un lato interviene il Consiglio Superiore che deve deliberare la nomina nel rispetto di quorum partecipativi dei suoi membri (è richiesta la presenza di almeno i 2/3 dei membri) e di quorum elettivi (è richiesto il voto favorevole di almeno i 2/3 dei membri presenti) dall’ altro la nomina del governatore è un atto giuridico che riveste la forma del Decreto presidenziale emanato su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministro del Tesoro sentito il Consiglio dei Ministri.

Sulla base di quanto appena affermato, si potrebbe affermare che il potere di designazione spetti per intero al Consiglio Superiore , mentre l’intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro del Tesoro configurerebbe una sorta di ratifica formale , di atto di assenso, un atto di gradimento che non può produrre alcuna forma di intervento decisionale .

L’autonomia del Governatore trova ulteriore rafforzamento nel carattere di monocraticità dell’organo e nella provenienza interna dei Governatori.La posizione di autonomia del governatore nei confronti del potere politico è altresì riaffermata dal procedura di revoca, procedura per la quale è necessario l’intervento del Consiglio Superiore nonché dalla durata della sua carica. In particolare si possono trarre delle motivazioni a sostegno dell’autonomia della sua posizione anche dalle norme relative a previsioni di incompatibilità previste dallo Statuto della Banca stessa; questa posizioni di incompatibilità operano su due fronti: da un punto di vista interno, tutto il personale della Banca è escluso dalla partecipazione ad altri istituti di credito, non è concesso di esercitare attività commerciali o compiere operazioni di borsa né essere Amministratori o Sindaci di società; da un punto di vista esterno, è previsto che Senatori, Deputati e quanti svolgano un attività politica non possano far parte dei consigli della Banca.

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LA BANCA D'ITALIA COME AUTORITA' INDIPENDENTE - tesi di laurea di Pierrenzo Noventa (Univ. di Parma)



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