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Uno dei principali vantaggi offerto dai fondi comuni (accanto alla competenza professionale del gestore ed alla riduzione dei costi di transazione, grazie agli elevati volumi di titoli scambiati) è la possibilità, anche per il risparmiatore con disponibilità finanziarie piuttosto limitate (dell’ordine di poche migliaia di euro) di orientarsi verso la tipologia di strumento finanziario che preferisce e di diversificare il proprio investimento tra i vari mercati (monetario, obbligazionario, azionario), settori economici, aree geografiche.

Tutto ciò, ovviamente, non attraverso un’influenza esercitata sulle scelte del gestore , ma scegliendo (o, meglio, ripartendo le disponibilità da investire) tra i vari prodotti che l’industria del risparmio gestito mette a disposizione, essendo, in genere, le soglie d’accesso agli stessi di modesto ammontare. Tale possibilità diviene sempre più concreta ed accentuata con l’aumento delle tipologie di fondi presenti sul mercato. Si può infatti notare come gli elementi di specializzazione tendano ad accrescersi nel tempo, considerando il ciclo vitale del "prodotto" fondo comune di investimento. Nella fase di prima introduzione il prodotto è poco o per nulla conosciuto da potenziali acquirenti e lo sforzo delle società di gestione è quello di promuoverlo proponendolo alle fasce di utenza interessate che, in questa fase, sono di solito abbastanza ristrette. Da questa prima fase, che presentava una classificazione estremamente schematica che teneva conto del prevalente investimento operato, si è passati ad ulteriori suddivisioni in funzione di determinate specializzazioni assunte dai fondi di investimento. Proprio la crescente specializzazione aumenta l’importanza dei criteri di classificazione dei fondi comuni, la cui rilevanza è tutt’altro che meramente didattica, costituendo piuttosto uno dei principali strumenti di trasparenza a tutela dell’investitore. Se è vero, infatti, che altri indicatori forniscono informazioni più specifiche ed approfondite circa i criteri di investimento del patrimonio del fondo , è però risultata evidente, alla prova dei fatti, una scarsa familiarità dell’investitore medio con questi strumenti, laddove concetti come "azionario" piuttosto che "monetario" o "area euro" in alternativa a "Paesi emergenti" hanno una loro rappresentatività immediata, anche per il risparmiatore con limitate conoscenze in materia finanziaria. Per le ragioni esposte le suddivisioni di seguito proposte hanno un valore indicativo, essendo possibili ulteriori evoluzioni , parallelamente a quelle dei mercati finanziari. Altri criteri di catalogazione vengono inoltre adottati dai media specializzati e da società ed enti internazionali che procedono all’analisi ed alla valutazione dei fondi comuni.

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LA PERFORMANCE DEI FONDI COMUNI DI DIRITTO ITALIANO - tesi di laurea di Luigi Salvatore Picariello (Univ. di Salerno)



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