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La banca centrale europea e le singole banche centrali nazionali (esattamente 11 che hanno adottato l’Euro e 4 che ancora non l’hanno fatto) compongono il Sistema Europeo di Banche Centrali. Non dotato di personalità giuridica di cui, invece, risulta dotata la Banca Centrale Europea e le singole Banche centrali nazionali, il S.E.B.C. è guidato dagli stessi organi direttivi della banca centrale.

Tale Sistema ha una strutturazione complessa nel senso che ad una unicità direttiva a livello decisionale corrisponde una molteplicità operativa da parte delle singole banche centrali nazionali alle quali viene ampiamente decentrata l’operatività delle decisioni centrali in materia di politica monetaria. Ricorrendo ad un’immagine, potremmo dire che il Sistema è un gigante la cui testa è rappresentata dalla B.C.E. mentre le braccia sono le singole banche centrali europee.

Si può notare come la struttura presenti un’intreccio piuttosto profondo tra la centralità delle decisioni, da un lato e decentramento operativo dall’altro; sono piuttosto chiare ed evidenti le analogie con strutture analoghe presenti nei sistemi federali esistenti ma altrettanto chiare ed evidenti ne sono le ragioni di differenziazione rispetto ai medesimi.

Di base bisogna far notare che il Sistema non è organo di uno Stato Federale(come per esempio la banca centrale Nord-Americana oppure la banca centrale Tedesca) piuttosto nel caso in esame si parte da un altro punto di vista ovvero ci troviamo di fronte ad Istituzioni nazionali che si riuniscono in un Organo sopranazionale al quale i singoli paesi membri delegano la gestione della politica monetaria unica.

Il S.E.B.C. presenta dunque la caratteristica di avere al vertice un unico organo decisionale che attua un ampio decentramento operativo; ma quali sono le attività che cengono decentrate?Alle “braccia” vengono decentrate tutte quelle funzioni di analisi e di supporto operativo alle decisioni prese in sede centrale. Diciamo innanzitutto che tale decentramento operativo permette di assicurare un esigenza di parità tra le banche facenti parte del Sistema soprattutto perché è specificamente stabilito che ogni operazione decisa a livello centrale deve poi essere distribuita per la sua attuazione a tutte le banche centrali nazionali.

In secondo luogo questo modus operandi permette di preservare ancora di più la funzione di gestore della politica monetaria comune della Banca centrale, svincolandola da tutta quell’attività di controllo e vigilanza che rimane di competenza delle singole banche nazionali( quando previsto) e di non cambiare nulla nei sistemi bancari nazionali, visto che le singole Aziende di credito locali, mantengono i loro depositi liquidi presso le rispettive banche Nazionali.

La scelta effettuata di assicurare un completo decentramento operativo di decisione a monte centralizzate ha posto di fronte una serie di problemi fino ad ora mai si erano presentati e risolti in modo innovativo.Vediamo come sono stati risolti questi problemi.

In primo luogo nella struttura del S.E.B.C. sono stati previsti dei COMITATI, la cui attività consiste nel monitoraggio costante dell’attività istituzionale al fine di presentare tutte le proposte di modifica o di cambiamento che si rendessero necessarie, per favorire il coordinamento più stretto possibile tra le singole banche nazionali operative e la banca centrale europea.

Un altro aspetto problematico, risolto in modo del tutto innovativo, era quello di come garantire un adeguato livello di comunicazione tra le varie banche nazionali e la banca centrale ed è stato risolto dotando sia le singole entità locali che l’entità centrale di adeguati sistemi informatici(video-conferenze, strumenti di posta elettronica e non ultimo la creazione del Sistema Target che permette di assicurare i pagamenti interbancari in tempo reale).

Idealmente possiamo raffigurarci la struttura del S.E.B.C. come una struttura a raggiera dove al centro troviamo la Banca centrale in possesso di tutte le informazioni per prendere tutte le decisioni mentre progressivamente allontanandocene troviamo le singole entità locali che forniscono tutte le informazioni necessarie, collegate tra di loro e che detengono solo una parte delle informazioni raccolte.

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LA BANCA D'ITALIA COME AUTORITA' INDIPENDENTE - tesi di laurea di Pierrenzo Noventa (Univ. di Parma)



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