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L’atto di nascita della Banca centrale Europea può essere identificato nell’ art. 4 A del Trattato di Maastricht quando dice che “Sono istituiti,secondo le procedure previste dal presente Trattato un Sistema Europeo di Banche Centrali ed una Banca Centrale Europea, che agiscono nei limiti dei poteri loro conferiti dal presente Trattato e dallo Statuto del S.E.B.C. e della B.C.E. allegati allo stesso”.

Di questo sistema fanno parte oltre alle singole banche centrali nazionali la stessa Banca centrale Europea, che nel Trattato di Maastricht, assume la configurazione tipica nell’assetto istituzionale dell’Unione Europea. Secondo il disposto dell’art.4A di cui sopra, viene infatti menzionata tra le istituzioni della Comunità Europea (Parlamento Europeo, Consiglio, Commissione, Corte di Giustizia e Corte dei Conti) ed il Trattato le riconosce personalità giuridica e secondo lo Statuto del S.E.B.C. le è attribuita anche la più ampia capacità di agire per il raggiungimento delle sue finalità istituzionali.

Sotto l’aspetto giuridico-formale, la B.C.E. è un’Istituzione Comunitaria quindi ad essa si applicano le norme del Trattato relative alle Istituzioni perché dobbiamo considerare l’art 4 A del Trattato di Maastricht come la naturale evoluzione storica e giuridica del precedente art.4 nel quale vengono indicate quali sono le Istituzioni Europee; pur se i suoi atti non possono essere considerati atti provenienti dagli organi politici della comunità, tuttavia gli atti della B.C.E.( Regolamenti, decisioni e raccomandazioni) saranno sottoposti al controllo di legittimità della Corte di Giustizia come gli omologhi atti comunitari .E’ interessante valutare un altro aspetto dell’organizzazione della struttura del S.E.B.C. che in qualche modo sembra contraddire questa pretesa di autonomia ed indipendenza del Sistema: ovvero che l’intervento della politica nelle scelte di politica monetaria della B.C.E. è pur sempre presente perché la nomina dei vertici della stessa B.C.E. è lasciata agli accordi politici tra i Governi dei paesi membri. Quello che risulta particolarmente evidente è il quadro giuridico di assoluta indipendenza ed autonomia della Banca rispetto a qualsiasi decisione delle Istituzioni Europee; ricalcando, in qualche modo, il modello che regola in Germania i rapporti tra Esecutivo e BundesBank secondo il quale nessun atto del governo può interferire con le scelte di politica economica adottate dalla banca stessa.

E’ dunque ben chiaro che la Banca Centrale Europea può configurarsi come una Istituzione al pari delle Istituzioni menzionate nell’art.4 del trattato di Maastricht.

L’aver configurato la B.C.E. come una Istituzione Europea e tenendo conto dell’elevato grado di indipendenza ed autonomia di cui gode tale istituzione e soprattutto il fatto che i componenti non sono eletti ma sono cosiddetti tecnici, potrebbe creare dei problemi di legittimazione democratica delle decisioni della Banca; tuttavia a questa obbiezione si può rispondere che il suo atto di nascita garantisce comunque il rispetto del principio di legalità perché sia il Trattato di Maastricht, che ne configura le finalità, sia lo Statuto ad esso allegato, che ne stabilisce le modalità operative, sono stati ratificati o direttamente dai cittadini dei singoli Stati membri, attraverso procedure di approvazione diretta, oppure attraverso leggi statali licenziate dai rispettivi organi legislativi.

A sostegno dell’affermazione precedentemente scritta possiamo ricordare l’art.109 A, par.2b dove viene affermato che la nomina del presidente e dei membri del comitato esecutivo coinvolge necessariamente anche l’Autorità Politica. Si può ricordare, inoltre, come sia prevista tanto la partecipazione del Presidente del Consiglio dei Ministri finanziari dei Paesi Membri, cui è attribuito il potere di presentare mozioni, quanto quella di un membro della Commissione Europea, pur senza diritto di voto, alle sedute del Consiglio Direttivo della BCE, quanto la partecipazione del presidente della BCE alle sedute della Commissione.

La Banca Centrale è inoltre tenuta alla presentazione al Parlamento Europeo,al Consiglio europeo nonché a quello dei Ministri Europei di relazioni annuali, oltre che alla Commissione di relazioni sull’attività del Sistema Europeo di Banche Centrali e sulla Politica Monetaria attuata ed in corso.

Come è stato possibile appurare, se è vero che l’azione della banca centrale è del tutto indipendente ed autonoma dalle influenze politiche,ciò nonostante è altresì vero che sono stati approntati dei complessi obblighi di trasparenza che permettono la più completa conoscibilità dell’azione della Banca stessa.

Sin dalla bozza del Progetto DELORS risultava evidente che l’indipendenza e l’autonomia della Banca e del Sistema, nei confronti degli Stati Membri e delle Autorità Comunitarie, era una caratteristica imprescindibile ed intriseca all’ idea del raggiungimento dell’Unione Monetaria.

Tra i numerosi studi effettuati sul Progetto, quello che ha sviluppato il Professor J.U.LOUIS ha portato alla luce alcuni aspetti importanti: in questo studio si afferma che l’indipendenza e l’autonomia della Banca e del Sistema sono state effettivamente garantite sia sotto il profilo istituzionale, con l’attribuzione della personalità giuridica, sia materiale, con l’attribuzione di specifiche competenze decisionali, sia personali, con le norme relative al proprio personale, sia finanziario, con l’attribuzione di proprie risorse patrimoniali.

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LA BANCA D'ITALIA COME AUTORITA' INDIPENDENTE - tesi di laurea di Pierrenzo Noventa (Univ. di Parma)



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