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Cos'e'? E' un titolo di credito all'ordine che attribuisce al legittimo possessore il diritto incondizionato a farsi pagare una somma determinata ad una scadenza indicata.

Puo' essere emessa sottoforma di cambiale tratta o cambiale propria (il paghero'
o vaglia cambiario).

La tratta contiene un ordine di pagamento che il firmatario/emittente (il
traente) da' ad un soggetto debitore (trattario) a beneficio proprio o di un
terzo (creditore/beneficiario).

Il trattario puo' accettare o meno. Nel primo caso egli diventa il debitore
principale sia nei riguardi di chi dovra' essere pagato sia verso chi ricevera'
il documento dal primo creditore tramite girata.
Chi ha dato l'ordine di pagare (traente) rimane comunque responsabile, nei
confronti del creditore, sia per l'accettazione che per il pagamento. Puo'
esonerarsi, con una clausola, dalla responsabilita' per l'accettazione, ma non
da quella per il pagamento (l'eventuale clausola di esclusione sarebbe nulla).

Ognuno dei creditori sara' a sua volta responsabilizzato nei confronti di coloro
che dopo di lui possederanno il titolo.

Il paghero' (vaglia cambiario), invece, viene emessa direttamente dal debitore e
contiene la sua promessa incondizionata di pagare un certo beneficiario.
L'emittente/debitore, in questo caso, rimane sempre e comunque (nei confronti di
tutti i nuovi creditori) l'obbligato principale.

Sulla cambiale grava l'imposta di bollo, attualmente del 12 per mille per le
cambiali tratte e dell'11 per mille sui vaglia cambiari (percentuali fissate
dalla legge 191/2004 che ha modificato il dpr 642/72).

I moduli che si acquistano (dai tabaccai) sono gia' bollati e hanno il costo
corrispondente al bollo dovuto.

Se il bollo pagato ed apposto sulla cambiale e' mancante od inesistente, la
cambiale puo' circolare ma non ha valore di titolo esecutivo, ovvero non apre le
porte alle azioni esecutive conseguenti l'eventuale mancato pagamento.
L'inefficacia come titolo esecutivo deve comunque essere rilevata e pronunciata
da un giudice, anche d'ufficio.

Contenuto

Nella cambiale deve esserci:
la denominazione di cambiale (o vaglia o paghero' cambiario) inserita nel
contesto del titolo ed espressa nella lingua in cui esso e' redatto;
- l'ordine incondizionato di pagare una determinata somma (per la tratta) o
l'incondizionata promessa di pagare (per il vaglia cambiario).
- il nome, il luogo e la data di nascita -oppure il codice fiscale- di chi e'
designato a pagare (soggetto detto "trattario" per le tratte o "emittente" per i
paghero');
- l'indicazione della scadenza e del luogo di pagamento (inteso come il Comune);
- il nome di colui al quale o all'ordine del quale deve farsi il pagamento
(soggetto detto "beneficiario"). Non sono ammesse cambiali "al portatore";
- l'indicazione del luogo e della data dove la cambiale e' emessa;
- la sottoscrizione di colui che emette la cambiale (soggetto detto "traente"
nel caso di tratta ed "emittente" nel caso di paghero'). Nei paghero' (vaglia
cambiari) deve anche essere indicato il codice fiscale dell'emittente oppure il
luogo e la data di nascita.

Nel caso in cui manchi una dei dati sopra esposti, il documento non ha valore di
cambiale (si parla di valore giuridico di "titolo esecutivo", che apre le porte
alle azioni esecutive in caso di mancato pagamento).
Costituiscono eccezione a questa regola:
- la mancanza del luogo di pagamento. In tal caso si considera luogo del
pagamento (e domicilio del trattario) il luogo indicato a fianco del nome del
trattario o dell'emittente (per i paghero'). Se vengono indicati piu' luoghi di
pagamento, s'intende che il portatore/beneficiario possa presentare il titolo
all'incasso (o all'accettazione) in qualunque di essi;
- la mancanza del luogo di emissione. In questo caso la cambiale si intende
emessa nel luogo indicato accanto al nome del traente o dell'emittente (per i
paghero');
- la mancanza della data di scadenza. In questo caso la cambiale si intende "a
vista".

Il termine massimo perche' si provveda al completamento delle parti mancanti e'
di 3 anni.

La scadenza

La cambiale puo' essere emessa:
-- a vista: e' pagabile alla presentazione (che deve avvenire entro un anno
dalla data di emissione). Il traente puo' abbreviare o allungare questo termine,
i giranti possono solo abbreviarlo;
- a certo tempo vista (il termine indicato parte dalla data dell'accettazione o,
in mancanza, da quella del protesto);
-- a certo tempo data (in tempo indicato decorre dalla data di emissione, es.
paghero' tra 60 giorni):
-- a giorno fisso.

altre scadenze sono nulle. In mancanza di indicazioni la scadenza si intende "a
vista".

La cambiale avente scadenza a uno o piu' mesi (data o vista) scade nel giorno
corrispondente del mese in cui il pagamento deve essere effettuato. In mancanza
del giorno corrispondente, la cambiale scade l'ultimo del mese.
Se la cambiale e' pagabile a giorno fisso in un luogo in cui il calendario e'
differente da quello di emissione, la data della scadenza e' quella del
calendario del luogo di pagamento.
Per una cambiale a certo tempo data, tra due piazze che hanno calendari diversi,
la scadenza e' stabilita contando dal giorno che, secondo il calendario del
luogo di pagamento, corrisponda al giorno dell'emissione.
Queste disposizioni non si applicano se, da clausola della cambiale o da altre
enunciazioni del titolo, risulti l'intenzione di adottare norme diverse.

Nella cambiale pagabile a vista o a certo tempo vista, il traente puo' disporre
che la somma sia produttiva d'interessi. Perche' la clausola sia valida Il tasso
di interesse deve essere indicato nella cambiale. Gli interessi decorrono dalla
data della cambiale, salvo indicazioni diverse.

La girata

La cambiale, in quanto titolo di credito all'ordine, puo' essere ceduta dal
beneficiario in pagamento di un proprio debito. Tale trasferimento si attua
mediante la girata, fatta sul retro del documento o su un foglio detto
"allungamento", ad esso attaccato.

La girata dev'essere fatta per l'importo totale della cambiale (non puo' essere
parziale) e deve essere incondizionata (qualsiasi condizione si da' come
inesistente).
Puo' essere "in bianco", ovvero fatta tramite semplice firma del
beneficiario/girante (in tal caso il nuovo beneficiario e' il portatore), oppure
"in pieno", con indicazione precisa del nuovo beneficiario.

Se la girata e' in bianco il portatore puo':
1) riempirla con il proprio nome o con quello di altra persona;
2) girarla nuovamente in bianco o a persona determinata;
3) trasmetterla ad un terzo, senza riempire la girata in bianco e senza girarla.

Esiste, come per gli assegni, la possibilita' di rendere la cambiale non
trasferibile tramite apposizione della clausola "non all'ordine" (che puo'
essere apposta anche dopo alcune girate). In questo caso l'unica girata
possibile sara' quella "per l'incasso" , tramite la quale il beneficiario
riscuote le somme recandosi in banca.

Ogni girante e' responsabile della riscossione nei confronti di quello che
segue, e ovviamente e' a sua volta garantito da quello che lo precede.
Ogni girante, quindi, in mancanza di una clausola contraria, risponde sia
dell'accettazione che del pagamento. Unica eccezione e' il caso il cui egli
abbia apposto la clausola di non trasferibilita'. In questa eventualita',
ovviamente, egli non e' responsabile verso coloro i quali la cambiale fosse
ugualmente girata.

Il detentore della cambiale e' considerato portatore legittimo se giustifica il
suo diritto con una serie continua di girate anche se l'ultima e' in bianco. Se
una girata in bianco e' seguita da un'altra, si reputa che il sottoscrittore di
quest'ultima abbia acquistato la cambiale per effetto della girata in bianco.

La girata puo' essere fatta anche a favore del trattario (abbia o meno
accettato), del traente o di qualunque altro obbligato. Tutti possono nuovamente
girarla.

L'avallo

Il pagamento di una cambiale puo' essere garantito con avallo per tutta o parte
della somma. La garanzia puo' essere prestata da un terzo o anche da un
firmatario della cambiale.
L'avallo e' apposto sulla cambiale o sull'allungamento, e' espresso con le
parole "per avallo" -o forma equivalente- ed e' sottoscritto dall'avallante. Si
considera dato anche con la semplice firma dell'avallante sul fronte della
cambiale, purche' esso non coincida con il trattario o il traente. Deve essere
indicato per chi e' dato l'avallo: in mancanza di indicazione si intende dato
per il traente.

L'avallante e' obbligato in solido con la persona per la quale ha dato garanzia.
Egli, dopo il proprio pagamento, potra' comunque rivalersi sull'avallato.

L'accettazione della cambiale tratta

La firma di accettazione su una cambiale tratta (posta ovviamente dal trattario)
e' indispensabile perche' l'obbligazione a pagare risulti assunta.
L'accettazione, tra l'altro, rende valida la cambiale indipendentemente dalla
validita' dei contratti o accordi che l'hanno originata.
Essa viene data scrivendo sulla cambiale "accettato" o "visto" o parole
equivalenti con sottoscrizione del trattario. Egli deve anche indicare il
proprio codice fiscale oppure luogo e data di nascita. Anche la semplice
sottoscrizione del trattario sulla faccia anteriore della cambiale vale come
accettazione (anche per le cambiali a certo tempo vista).

Il traente, come ogni girante, puo' prescrivere che la cambiale sia presentata
per l'accettazione entro un termine (o dopo un certo termine), salvo che la
cambiale non sia stata dichiarata "non accettabile" dal traente. In tal caso
l'accettazione deve contenere anche la data in cui viene apposta.

La cambiale a "certo tempo vista" deve essere presentata per l'accettazione
entro un anno dalla sua emissione. Tale termine puo' essere abbreviato o
allungato dal traente, ed abbreviato anche dai giranti.

Nel caso in cui il trattario non accetti l'obbligazione puo' scattare il
protesto, come spiegato nella sezione MANCATO PAGAMENTO O MANCATA ACCETTAZIONE:
COSA SI PUO' FARE

Il pagamento

Il detentore della cambiale (il beneficiario originale o l'ultimo a cui e' stata
girata) puo': - aspettare la scadenza per riscuoterla;
- trasferirne ad altri la proprieta' mediante girata;
- cedere la cambiale ad una banca prima della scadenza (mediante girata
"all'incasso") chiedendo l'anticipazione del pagamento tramite il cosiddetto
"sconto bancario". Questa operazione e' un contratto bancario possibile nel caso
in cui il beneficiario possieda un conto corrente e abbia ottenuto dalla banca
un fido utilizzabile allo scopo.

Di norma l'anticipazione non puo' essere chiesta al debitore, ma -come gia'
detto- solo ad una banca. Il debitore che paga in anticipo lo fa' a suo rischio
e pericolo.

Nel caso di riscossione alla scadenza, il beneficiario deve presentare la
cambiale nel giorno di scadenza o al massimo entro i due feriali successivi.

Il pagamento della cambiale che scade in un giorno festivo non si puo' chiedere
che il primo giorno feriale successivo. Stessa cosa per la presentazione per
l'accettazione e per il protesto. In ogni caso, ai fini del conteggio (della
scadenza) i giorni festivi intermedi devono essere considerati.

La presentazione deve avvenire nel luogo e all'indirizzo indicato sul titolo,
oppure -in mancanza-:
- al domicilio del trattario/debitore o della persona designata sul titolo a
pagare per esso (avallante);
- al domicilio del terzo accettante (per intervento) o della persona designata
sul titolo a pagare per esso (avallante);
- al domicilio di un terzo indicato (sia nel luogo di domicilio del trattario,
sia in altro luogo).
Con "domicilio" si intende il luogo di residenza.

In caso di divergenza tra la cifra scritta in lettere e quella in numeri, e'
valida quella in lettere.

Il debitore, una volta effettuato il pagamento, dovra' tornare in possesso della
cambiale quietanziata. Il suo pagamento parziale dev'essere accettato, e ne deve
essere data -su sua richiesta- quietanza sul documento.

Mancato pagamento o mancata accettazione: cosa si puo' fare

Le azioni fattibili in caso di mancato pagamento sono:

*** Esecuzione forzata sul patrimonio del debitore, servendosi della cambiale
come titolo esecutivo (purche' sia in regola con i bolli). Cio' iniziando con un
atto di precetto, magari con l'aiuto di un legale, e proseguendo con l'eventuale
pignoramento e vendita coatta dei beni del debitore. Per i dettagli sulle azioni
esecutive e il precetto si veda la scheda tra i link.

*** Il procedimento ingiuntivo. Cio' in particolare nel caso in cui non si possa
far valere la cambiale come titolo esecutivo. Ci si dovra' rivolgere al giudice
per l'emanazione di un decreto ingiuntivo su cui basare poi l'azione di
esecuzione forzata detta sopra. Oltre a disporre del titolo di credito impagato
si dovra' dare prova scritta del proprio credito, mediante un contratto, una
fattura, etc.etc. Per i dettagli sul decreto ingiuntivo si veda la scheda tra i
link.

*** L'ordinario giudizio di cognizione.. Cio' nel caso in cui non si possa far
valere la cambiale come titolo esecutivo ne' si abbiano elementi tali da poter
ottenere un decreto ingiuntivo. La via e' ovviamente piu' complessa e lunga
delle precedenti perche' deve essere completamente accertata l'esistenza del
proprio credito (il titolo di credito, non avendo valore di titolo esecutivo,
non costituisce prova). La via e' un normale processo civile con il quale si
chiama in giudizio il debitore, con richiesta al giudice di accertare il credito
e, conseguentemente, condannare il debitore a pagare.

La prima azione descritta e' la classica azione cambiaria, perche' si basa sul
possesso di titolo di credito avente piena efficacia di titolo esecutivo,
documento che gia' di per se' certifica un credito ed un diritto ad agire di
conseguenza, quasi automaticamente.

L'azione cambiaria puo' essere :
- diretta quando viene fatta contro gli obbligati principali, ovvero il
trattario/ accettante (nel caso di tratte) o l'emittente (nel caso di paghero')
e contro i loro eventuali avallanti. Questa azione segue tipicamente il mancato
pagamento del titolo.
- di regresso quando viene fatta contro gli altri obbligati (nel caso di tratta
il traente, i giranti e il loro avvallanti oppure contro il terzo che ha
accettato "per intervento", nel caso di paghero' i giranti e i loro avallanti),
dopo aver chiesto infruttuosamente il pagamento agli obbligati principali oppure
nel caso particolare di rifiuto dell'accettazione da parte del trattario.

L'azione diretta non necessita di particolari formalita', mente quella di
regresso e' subordinata alla levata del protesto (sono escluse solo le azioni di
regresso conseguenti al fallimento del trattario o del traente, per le quali e'
sufficiente la sentenza).

Il protesto, infatti, puo' avvenire sia a seguito della mancata accettazione che
del mancato pagamento. Il protesto per mancata accettazione dev'essere levato
nei termini fissati per la presentazione all'accettazione. Esso dispensa dalla
presentazione al pagamento e -ovviamente- dal protesto per mancato pagamento.
Quello per mancato pagamento di una cambiale a giorno fisso o a certo tempo data
o vista, invece dev'essere levato entro due giorni lavorativi da quando la
stessa e' pagabile. Se la cambiale e' a vista, il protesto deve essere levato
nei termini fissati per la presentazione all'accettazione.

Il protesto viene levato da un notaio, ufficiale giudiziario oppure -in
mancanza- dal segretario comunale, con atto separato oppure scritto sulla
cambiale, sul duplicato o sul foglio di allungamento.

Esso dev'essere fatto nei luoghi e contro le persone gia' indicate nella parte
relativa al luogo di presentazione (vedi sopra), pur se queste sono assenti o
decedute.

Le azioni di regresso, in sintesi, con passaggi che partono dal dall'ultima
persona a cui e' stata girata la cambiale (il detentore/portatore che fa partire
l'azione cambiaria) fino al traente, passando via via da tutti gli eventuali
giranti.

Per informazioni sul protesto e sulla sua cancellazione si veda la scheda
inserita tra i link.

LA PRESCRIZIONE DELLE AZIONI CAMBIARIE
Le azioni cambiarie dirette si prescrivono in tre anni a decorrere dalla data
della scadenza della cambiale. Quelle di regresso si prescrivono invece in un
anno dalla data di protesto o da quella della scadenza del titolo se vi e' la
clausola "senza spese".
Le azioni dei giranti gli uni contro gli altri e quelle contro il traente,
invece, si prescrivono in sei mesi a decorrere dal giorno in cui il girante ha
pagato la cambiale o dal giorno in cui l'azione di regresso e' stata promossa
contro di lui.

Per completare l'informazione generale trattiamo brevemente dell'azione di
arricchimento, fattibile nel caso in cui il possessore della cambiale abbia
perduto il suo diritto ad esercitare l'azione cambiaria perche' prescritta e non
possa nemmeno esercitare le altre azioni.

L'azione di arricchimento, fattibile contro il traente (della tratta) o
l'emittente (del paghero') oppure l'accettante o il girante, e' quella tramite
la quale si cerca di ottenere il rimborso della somma della quale tali soggetti
si sono indebitamente arricchiti a danno del beneficiario (o portatore) non
pagando la cambiale.

Questa azione, la cui fattibilita' e' valutabile solo con l'aiuto di un legale,
si prescrive a sua volta nel termine di un anno dal giorno della perdita
dell'azione cambiaria.

Casi particolari

CAMBIALE ALTERATA

In caso di alterazione del testo della cambiale, chi ha firmato dopo
l'alterazione risponde nei termini del testo alterato, mentre chi ha firmato
prima risponde nei termini del testo originario. Qualora non sia desumibile ne'
dimostrabile il momento della firma, si presume che essa sia stata apposta
prima.

SMARRIMENTO, FURTO O DISTRUZIONE DELLA CAMBIALE

In questi casi il portatore puo' fare denuncia al trattario e chiedere
l'ammortamento del titolo con ricorso al presidente del Tribunale del luogo in
cui la cambiale e' pagabile, o al giudice di pace del luogo in cui egli ha
domicilio. Il giudice, fatte le dovute verifiche, emettera' un decreto con il
quale pronuncia l'ammortamento della cambiale e ne autorizza il pagamento dopo
30 giorni dalla data di pubblicazione del decreto stesso sulla GU nel caso di
cambiali a vista, oppure alla data della scadenza se questa e' successiva alla
pubblicazione. Il decreto dev'essere notificato al trattario. Se tale termine
decorre senza opposizioni o qualora l'opposizione venga rigettata, la cambiale
smarrita non ha piu' alcuna efficacia. Colui che ha ottenuto il decreto di
ammortamento puo' pertanto esigere il pagamento.

Fonte normativa
Regio Decreto n.1669/1933
art.45 legge 273/2002
Codice civile art. 1992 e segg. (disciplina generale dei titoli di credito).

Link utili
- Scheda pratica IL PROTESTO E LA SUA PUBBLICAZIONE
www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=40746
- Scheda pratica LE AZIONI ESECUTIVE IN GENERALE E SPECIFICAMENTE SU TITOLO
ESECUTIVO E PRECETTO:
www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=40725
- Scheda pratica IL DECRETO INGIUNTIVO:
www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=40723

Hanno collaborato Katia Moscano e Barbara Vallini

(Rita Sabelli)

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