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Tue19Aug200310:00
Plof!! E' caduto in mare il telefonino. Appoggiato sulla barca, coperto da attrezzi e asciugamani, e' scivolato. Urla, imprecazioni, disperazione, la voglia di tuffarsi per recuperarlo.


C'e' poco da fare pero', perche' l'acqua marina e' entrata e sta corrodendo i circuiti. Si puo' lavarlo con acqua dolce, asciugarlo e portarlo da un tecnico che limiti i danni, ma le speranze diminuiscono in proporzione al tempo nel quale il cellulare e' stato in acqua salata. Meglio sarebbe stato acquistare una custodia a tenuta, che avrebbe impedito all'acqua di entrare. A fine estate la stragrande maggioranza dei telefonini che finiscono in riparazione hanno assaggiato l'acqua di mare. Anche sulla spiaggia e' comodo avere il telefonino a portata di mano e..... disturbare i vicini con trilli e conversazioni ad alta voce. Una forma di maleducazione che occorre segnalare e biasimare.

La comodita' comunque si paga a caro prezzo se il telefonino viene esposto al sole, perche' i cristalli liquidi del visore sono danneggiati dall'eccessivo calore, cosi come si reca danno ai componenti se la sabbia penetra all'interno dello strumento. Anche in questo caso e' necessario dotarsi di una custodia stagna e riporre il telefonino sempre all'ombra. Se poi i vacanzieri decidessero di staccare la spina potrebbero lasciare il proprio cellulare nel comodino, oppure attivarlo a determinate ore della giornata. Sarebbe salutare, per il possessore e per i suoi vicini di ombrellone.

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