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Wed21May201412:07
Come il nostro computer ci manipola. Ultima speranza (7/8)
L'analisi predittiva invade tutti i settori d'attivita'. Delle start-up si creano per facilitare la migrazione di queste nuove competenze verso le industrie tradizionali. In Francia, la societa' Dataiku ha messo a punto un programma informatico che permettera' a delle persone che non hanno una formazione in tal senso, di attivarsi nella gestione di base dei dati per l'analisi predittiva:

 “I nostri clienti potenziali -dice Florian Douetteau, proprietario di Dataiku- sono le industrie che posseggono stock di dati che non utilizzano, e che intendono sfruttarli per risolvere una serie di loro problemi”. Viene citato come esempio un gestore di parchimetri che intende, a partire dai dati sul parcheggio, creare dei modelli per la circolazione viaria in diverse citta'.

L'ultima speranza dei ricercatori e' che il computer dia dei significati a dei dati diffusi e caotici, archiviati alla rinfusa. Scoprendo dei modelli e delle correlazioni che nessun umano potrebbe immaginare, il computer risponde a delle domande che nessuno di loro ha posto.
Da qui, il dibattito sull'esistenza di una “intelligenza” di alcuni computer che apprendono da soli, e' gia' obsoleto. Per i professionisti del settore, l'importante non e' sapere se la macchina funziona come un cervello umano, ma prendere atto che essa ottiene, attraverso differenti vie, dei risultati uguali o superiori a quelli che avrebbe ottenuto un umano,
Rispetto al rapporto tra l'umano e la macchina, diversi pensatori americani l'anno riassunto in una domanda che ognuno dovra' ben presto porsi: la vostra capacita' di fare e' complementare alla capacita' di fare del vostro computer, o quest'ultimo fa un lavoro migliore senza di voi? Di fatto, i matematici hanno cominciato a distruggere alcuni mestieri della pubblicita', analisti, media-planing, etcc. C'e' da sapere se la crescita della potenza di queste tecniche sempre piu' invasive provochera' una reazione da parte di chi vi viene coinvolto.






(tratto da un articolo di Yves Eudes, pubblicato sul quotidiano Le Monde del 14/04/2014)