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Boom di pendolari, un milione in piu' in cinque anni; aumento delle reti domestiche, sia quelle connesse con Adsl sia con wi-fi. E ancora: piu' consapevolezza - lo dichiarano due terzi degli italiani - dei vantaggi della raccolta differenziata.

Sono in sintesi i dati piu' rilevanti del rapporto 'Per le teknoCitta'. Comportamenti sociali piu' avanti dell'organizzazione urbana' realizzato dal Censis e dalla Rur (Rete urbana delle rappresentanze), presentato oggi a Roma nell'ambito dell'iniziativa 'Municipium 2012' da Giuseppe Roma, direttore generale del Censis e segretario generale della Rur, e da Stefano Sampaolo, ricercatore del Censis. Il rapporto, nel corso della presentazione, sara' discusso dagli architetti Paolo Desideri e Massimiliano Fuksas, mentre Giuseppe De Rita, presidente delle due associazioni, concludera' la giornata.
I pendolari nel 2007 erano 13 milioni 149 mila, pari al 22,2% della popolazione italiana; oggi sono invece 14 milioni 195 mila pari al 23,4% della popolazione con piu' di 14 anni. Secondo il rapporto, quindi, in questi ultimi cinque anni vi e' stato un incremento di un milione di pendolari.
Nei centri urbani con piu' di 10 mila abitanti, il rapporto rileva poi come, grazie alle tecnologie, cambiano gli stili di vita. Il 66,2% degli abitanti e' in rete con Adsl, il 44,4% con wi-fi; nel Nord l'8,7% delle case e' connesso alla rete in fibra ottica mentre al Sud la percentuale scende all'1,4%. Il 24,8% degli italiani che vivono in citta' controlla on-line il conto bancario; il 37,9% va ancora allo sportello bancario; il 9,8% per mezzo del bancomat. In questo contesto sono sempre meno gli italiani che si recano alle Poste per semplici operazioni: il 48% ha una domiciliazione bancaria per le bollette anche se si registra una forte differenza in base al titolo di studio: solo il 28% dei laureati si reca ad un ufficio postale contro il 78% di chi ha la sola licenza elementare.
Tra i cittadini che nell'ultimo anno hanno ricevuto una raccomandata o un pacco, il 62% si e' dovuto recare in Posta almeno una volta su quattro, il 26% la meta' delle volte e il 12% sempre.
Nei centri urbani - emerge ancora dal rapporto del Censis e della Rur per il 2012 - cresce fra gli italiani una maggior consapevolezza dei vantaggi della raccolta differenziata dei rifiuti: piu' di due terzi (pari al 67,5%) dichiara di aver ricevuto adeguate informazioni e di conoscere le regole di base; il 20% non ha ancora le idee chiare mentre il 12,5% si dichiara del tutto disinformato. Da rilevare come nel Sud il 30% dei residenti affermi che non esiste la raccolta differenziata nel proprio quartiere.
Passando al consumo di acqua, dal rapporto emerge che solo il 47,7% beve acqua del rubinetto. Nella fascia di livello socioeconomico piu' elevato, la percentuale di questi consumatori scende al 38,4% contro il 52,7% delle fasce piu' deboli.
Riguardo ancora alla cura del patrimonio edilizio, emerge che il 9% delle famiglie quest'anno ha compiuto un intervento in casa per sostituire infissi, impianti di riscaldamento e ristrutturazione di spazi interni. Un altro 7% dichiara di aver intenzione di fare questi interventi nel prossimo triennio. In quasi il 70% dei casi l'importo della spesa sostenuta e' stato inferiore ai 10 mila euro: il 23% era compresa tra i 10 e i 20 mila euro. Fra chi e' intenzionato ad acquistare un'abitazione nel 2013, un terzo (32,7%) dichiara di fare attenzione alle prestazioni energetiche; per un altro terzo (33,8%) la ricerca riguarda un'abitazione di media efficienza; nei Comuni con popolazione compresa tra i 10 e i 50 mila abitanti, cresce al 40% l'attenzione per un'abitazione ad elevate prestazioni, contro il 25% delle grandi citta'.
Il rapporto sullo stato dei centri urbani affronta infine il tema della crisi: per il 70,6% dei residenti, uno degli effetti principali e' la chiusura di molti negozi, ma piu' della meta' (51%) segnala anche la diminuzione dei servizi sociali (percentuale che al Sud aumenta al 61%). Sempre in materia di crisi, acquista maggior importanza la possibilita' di vivere altrove: il 37,8% degli italiani e' attratto da questa prospettiva anche con un trasferimento all'estero. Nella fascia di eta' tra i 30 e i 44 anni, la disponibilita' a trasferirsi e' del 55% e sale al 69% tra i giovani (18-29 anni). D'altronde il 12,7% dei cittadini ha un componente della famiglia che negli ultimi tre anni ha vissuto all'estero per piu' di due mesi.



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