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Fri26Feb201021:01
Nanomedicina, promossa la Regione Lombardia
Il rientro in Italia delle menti migliori, costrette a rifugiarsi all'estero per inseguire i loro sogni di ricerca scientifica, è possibile. È successo per Francesco Stellacci, docente al MIT di Boston e a Losanna, che ora guiderà il primo programma di ricerca del Centro Europeo di Nanomedicina, la Fondazione promossa e finanziata da Regione Lombardia che riunisce 10 istituti di ricerca pubblici e privati di primissimo piano. Obiettivo: lo sviluppo di nuovi materiali e nuove tecnologie per migliorare la diagnosi e la cura delle malattie neurologiche.

La Fondazione, nata nel luglio 2009, ha appunto l'obiettivo di ricercare e sviluppare soluzioni innovative per la prevenzione, la diagnosi e la cura di patologie tumorali, cardiovascolari e neurologiche.

"Con l'attività della Fondazione per la quale abbiamo già investito 6,6 milioni di euro e l'avvio di questo progetto in particolare stiamo costruendo il futuro. Non a caso il settore biotech è considerato tra le 10 tecnologie che cambieranno il mondo e che sicuramente potrà rappresentare la forza economica del nostro Paese nei prossimi anni", ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, in conferenza stampa. "L'obiettivo è dare vita la più grande hub europeo nel settore della ricerca biomedica. Dalla Lombardia parte un messaggio chiaro rivolto all'Europa: per far crescere l'economia e la società occorre promuovere la conoscenza e l'innovazione".

Guiderà il progetto, attivato in collaborazione con l'Istituto Besta, come detto, Francesco Stellacci, che lavorerà con il suo team di tre ricercatrici nel laboratori del Campus IFOM-IEO.
"Torna in Lombardia uno dei nostri migliori cervelli", ha commentato Formigoni, che ha ringraziato Stellacci per la "disponibilità e l'entusiasmo con cui ha accettato questa nuova sfida", ricordando di averlo conosciuto a Boston alcuni anni fa e di averlo già "catturato" nella rete di collaborazioni di Regione Lombardia.

Nonostante la sua giovane età (è del 1973) Stellacci è già stato insignito di 12 premi internazionali. "Con questa importante iniziativa ha deciso di tornare in Italia e di mettere a disposizione il suo know how", ha asserito il presidente Formigoni, per il quale "questo risultato testimonia la capacità di attrazione del nuovo Centro".
Il presidente ha sottolineato anche la "necessità della circolarità dei cervelli perché la conoscenza è un bene universale" e si è detto favorevole alla permanenza all'estero per alcuni anni dei nostri ricercatori così come l'arrivo in Lombardia e in Italia dei migliori ricercatori stranieri.

Dal canto suo, Stellacci ha parlato della "realizzazione di un sogno" e cioè quello di "svolgere una ricerca al livello più alto possibile in Italia".
Sono intervenuti alla conferenza stampa anche Carlo Borsani, presidente della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, Adriano De Maio, presidente della Fondazione Centro Europeo di Nanomedicina, e Ferdinando Cornelio, direttore scientifico della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano.

Il primo progetto di ricerca della Fondazione Centro Europeo di Nanomedicina si svilupperà lungo diverse linee di ricerca, a partire dallo sviluppo di nanoparticelle magnetiche e fluorescenti capaci di agire come agenti di contrasto nelle tecnologie di diagnosi riguardanti condizioni neurologiche. Permetteranno, in altre parole, di ancor meglio evidenziare anche eventuali piccolissime anomalie nel funzionamento cerebrale.

E poi ancora lo sviluppo di nano materiali che agiscano da vettori per farmaci e, in particolare, di nuovi vettori per farmaci genetici per la cura del cancro. Ovvero di micro veicoli che trasporteranno all'interno del corpo umano il farmaco fino al punto dove si trova la cellula ammalata, rilasciandolo in modo programmato a seconda del fabbisogno terapeutico.
Previste anche la creazione di micro sensori in grado di rilevare quantità molto piccole di DNA, proteine, enzimi o peptidi nell'attività, importanti, in particolare nella diagnosi precoce, e la creazione di materiali auto assemblanti e nano strutturati capaci di aiutare la medicina rigenerativa, ossia la ricreazione di organi danneggiati, specialmente connessioni nervose lesionate.



 

Fonte: www.agenziaaise.it