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di Fabrizio Bartoloni - Alla OOoCon 2009, i successi e gli insuccessi del progetto open source. L'Italia detiene il primato dei download. L'intervista al presidente PLIO Italo Vignoli (Punto Informatico).

Nei quattro giorni dei lavori congressuali gran parte degli interventi era ad uso e consumo degli sviluppatori, eppure non sono mancati spunti d'interesse per il vasto pubblico di utenti. Abbiamo incontrato Italo Vignoli, responsabile marketing di OpenOffice.org e presidente PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org, rivolgendogli alcune domande.

PI: Questo è il primo OOoCon dopo l'acquisizione da parte di Oracle, ciò ha comportato qualche cambiamento finora?

Italo Vignoli: No, o meglio, non ancora, l'Unione Europea ha al momento congelato tutto per ragioni di antitrust come ben sapete ma la dichiarazione d'intenti rilasciata ad aprile di voler aumentare l'investimento nel nostro progetto ci fa ben sperare.

PI: Da un lato OOo lotta per garantire la massima compatibilità con MS Office, dall'altro sembra voler cercare una propria identità, distinguendosi grazie a soluzioni originali (OpenOfficeMouse, OOo4Kids o le varie incarnazioni semi-proprietarie): in che modo sta riuscendo o meno in quest'ultimo compito?

IV: È doveroso distinguere tra la comunità e l'azienda. Tra le attività collaterali Renaissance e Performance sono nate all'interno della comunità, mentre RedFlag e IBM Lotus Symphony sono cresciute grazie ad un apporto misto delle multinazionali IT e dei volontari e non rappresentano per forza il senso evolutivo di OpenOffice, il discorso è ancora più vero se parliamo di OOo4Kids nato da un solo personaggio che non gode di grande popolarità all'interno della comunità, anche perché vuole imporre le sue idee al resto del mondo (e quando c'è riuscito ha creato dei danni che nel caso della versione nativa per Mac sono ancora visibili). Si formano delle fazioni contrapposte tra loro che insistono per inserire il loro codice nel fork principale senza prima seguire i protocolli ufficiali di sviluppo mettendo a rischio la stabilità dell'intera suite.

PI: Qual è la situazione di OOo in Italia?

IV: Non è un caso che Orvieto abbia battuto Pechino ed Helsinki nella lizza per aggiudicarsi l'OOoCon 2009, stranamente (sic, ndr) l'Italia è il paese dove è più diffuso. Siamo l'unica nazione in cui i suoi download superano il numero di PC venduti, ben otto milioni di copie scaricate, superando quindi il 10 per cento dei parlanti il nostro idioma quando lingue molto più diffuse a livello internazionale quali francese e tedesco sono ferme all'8 per cento. A Settembre abbiamo toccato il record sfondando quota 855.000 in un mese.

PI: Quali sono i rapporti con Microsoft, data la presenza di loro rappresentanti all'evento, Pier Paolo Boccadamo (Platform Strategy Director, ndr) tra il pubblico e Doug Mahugh tra i relatori?

IV: Tra PLIO e Microsoft vige il rispetto reciproco, una condizione che ha attirato accuse di collaborazionismo da parte dell'area più estremista del progetto. All'atto pratico un muro contro muro riguardo l'interoperabilità dei formati e temi simili non giova a nessuna delle due parti in causa e men che meno all'utenza, la prima ad esserne danneggiata. Le polemiche sorte attorno agli errori supporto ODF in MS Office su cui tanto si sono imbufaliti esponenti di aziende ed enti internazionali, pronti a gridare al sabotaggio, non ci trovano concordi, sarebbe contro il loro interesse mutilare la propria suite.



 

Fonte: http://punto-informatico.it/




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