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Sat09May200913:26
Il riciclo tecnologico non fa sempre bene
Se non regolamentate e controllate, anche le attività di smantellamento dei rifiuti hi-tech possono rappresentare una minaccia per ambiente e salute.

Il cosiddetto e-waste è pericoloso per ambiente e salute, lo sappiamo. Oltre che una necessità, il riuso dei rifiuti tecnologici è un dovere, e ne è consapevole l'Italia, che – con "qualche" difficoltà dalla fine dello scorso anno è alle prese con l'applicazione della direttiva europea RAEE.

Ma se anche le regole sul riciclo di questi prodotti fossero prese alla lettera da aziende e governi, il problema sarebbe realmente risolto? Nient'affatto, dice uno studio realizzato dai ricercatori della Hong Kong Baptist University nella città di Guiyu, nella Cina sud-orientale - sede di laboratori per il riciclo della spazzatura in questione.

Dalla ricerca, pubblicata sulla rivista Environmental Science and Technology, emerge che proprio il riciclaggio dei prodotti hi-tech costituisce in sé una minaccia. Esattamente: se non avviene in modo corretto, lo smaltimento "intelligente" finisce esso stesso col causare i danni temuti.

Gli studiosi che hanno condotto l'indagine a Guiyu hanno infatti identificato livelli significativi di piombo, zinco e altri metalli pericolosi nei campioni di polvere raccolti nelle aree in cui si trovano i laboratori dove avviene lo smantellamento delle parti elettroniche. Parliamo, per intenderci, di livelli di zinco 2.400 volte superiori a quelli consentiti. Riscontrati praticamente ovunque. Sì, perché la contaminazione è stata registrata nei mercati locali, nelle vicine aree residenziali, per le strade e nei cortili delle scuole, con valori ovviamente più alti all'interno dei laboratori e nelle immediate vicinanze.

Le polveri disperse durante le procedure di separazione dei componenti elettronici rappresentano quindi una minaccia per la salute dei residenti, in particolare per i più piccoli. Il caso cinese ci dice perciò che le attività di riciclo devono essere controllate e sicure, non affidate a gestioni selvagge, in nome del risparmio.

Alessandra Carboni - www.visionpost.it



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