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Da una ricerca McAfee una graduatoria dei siti dove si nascondono più minacce, ordinati per dominio geografico e tematico. Con qualche sorpresa rispetto all’anno passato.

Una realtà in continuo divenire: così Jeff Green, vice presidente di Product Development & Avert Labs, definisce internet e le sue insidie, spiegando il sovvertimento della classifica di pericolosità dei siti rispetto all'anno precedente. Lo studio di McAfee ha preso in esame 9,9 milioni di siti web ad alto traffico in 265 diverse nazioni, confrontando i diversi domini nazionali e generici e classificandoli per numero di siti web pericolosi rilevati in ognuno di essi e contenenti adware, spyware, virus, spam, pop-up eccessivi, browser exploit o link a altri siti classificati in rosso.

Così nasce la lista dei siti da guardare con sospetto del 2007, che vede al primo posto in assoluto Hong Kong. I siti che terminano con .hk sono infatti nel 19,2 per cento dei casi rischiosi. Seconda in classifica la Cina, con un 11 per cento dei siti classificati ad alto rischio di sicurezza. Seguono le Filippine, la Romania e la Russia, mentre sul fronte dei siti più sicuri il primato è della Finlandia, con un rosicchiato 0,05 per cento dei siti web considerati insidiosi. Ma la navigazione è tranquilla anche, nell'ordine, in Giappone, in Norvegia, in Slovenia e in Colombia.

Considerati invece i domini tematici è  il .info quello che spesso (nell'11,8 per cento dei casi per l'esattezza) nasconde più pericoli di virus, spyware, ecc, così come il .gov è una garanzia di sicurezza. La mappatura, dal titolo "The Mal Web, versione aggiornata", è stata realizzata utilizzando la tecnologia McAfee® SiteAdvisor® e individua i posti da cui è meglio non navigare e non effettuare ricerche.

Nel 2006 la palma di sito più sicuro era stata attribuita all'Irlanda, mentre il record negativo di insidie era stato assegnato a Tokelau, minuscola isola di 1500 abitanti nel Sud del Pacifico. Come si può notare i criteri di giudizio sono imparziali e le nazioni che svettano per rischiosità non necessariamente sono accomunate da particolari criticità. Si tratta semmai di nazioni semplicemente poco attente alle proprie policy in termini di sicurezza (magari a causa delle loro dimensioni, come nel caso di Tokelau), oggetto privilegiato di attacchi da parte degli spammer. Il responsabile del dominio di Tokelau, per esempio, dopo la notizia del triste primato ha provveduto a rivedere quasi completamente le proprie strategie, regalando alla sua isola un dodicesimo posto in termini di tranquillità nella navigazione.

Emanuela Di Pasqua - www.visionpost.it



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