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Il malware non è insomma una semplice bravata, e la condanna comminata a Nakatsuji è stata proporzionale: giudicato presso la corte distrettuale di Kyoto, il ragazzo si è visto rifilare tre anni di carcere per infrazione del copyright sull'anime Clannad, tre anni commutati poi in libertà vigilata. Gli inquirenti avevano preso in considerazione accuse diverse come il danneggiamento della proprietà altrui, ma è stato poi deciso che la violazione del diritto d'autore sarebbe stato l'argomento migliore da perorare davanti alla corte.

Nakatsuji non ha contestato le accuse e ha apparentemente accettato di buon grado la condanna. I suoi legali avevano provato a mitigare la condanna, evidenziando come sarebbe stato ingiusto accanirsi sulla fedina penale del giovane solo perché nell'infrazione del copyright era coinvolto un virus informatico di sua creazione.

Alfonso Maruccia http://punto-informatico.it



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