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Vietato il libro "il Codice Da Vinci" dello scrittore Dan Brown, perche' le autorita' cattoliche lo hanno ritenuto offensivo per la cristianita'.

Sono state ritirate dalle librerie le copie in lingua francese, inglese e araba e vietata ogni forma di distribuzione. Il motivo? Nel libro si portano alla luce gli enigmi nascosti nei dipinti religiosi di pittori famosi.

Che dire? Torna alla mente l'Indice dei Libri proibiti dalla Congregazione del Sant'Uffizio o il romanzo "Versetti satanici" di Salman Rushdie, considerato blasfemo. Dal 1989, Rushdie ha vissuto in clandestinita', dopo la condanna a morte decretata da Khomeini e dal regime degli ayatollah A causa di queste minacce assai concrete (il traduttore giapponese del libro, ad esempio, e' stato assassinato), Rushdie e' stato costretto a vivere in clandestinita' per anni, nel timore che la sentenza fosse eseguita dai vari "fedeli" islamici sguinzagliati allo scopo. Il suo divenne un caso internazionale, rappresentativo dell'intolleranza religiosa della fine del millennio.

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