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In occasione della Rsa Conference di San Francisco, Bill Gates ha presentato i capisaldi di una iniziativa studiata con l'obiettivo di porre dei freni efficaci al fenomeno dello spamming: il programma Coordinated Spam Reduction Initiative (CSRI).

Più concretamente, stando ai contenuti del keynote di Bill Gates, il programma dovrebbe rendere verificabile l'identità dei mittenti adottando un modello di caller-ID; stabilire norme di comportamento per chi invia elevati volumi di e-mail; creare sistemi alternativi di identificazione per chi fa un uso meno massiccio della posta elettronica.

La novità più interessante è rappresentata dalla funzione caller-ID che ha l'obiettivo di eliminare lo spoofing dei domini, vale a dire lo strumento utilizzato dagli spammer per falsificare l'indirizzo di provenienza dei propri messaggi.

Caller-ID si attiva in tre passaggi: in primo luogo i mittenti notificano gli indirizzi IP del loro server di posta in uscita (SMTP) nel Domain Name System (DNS), in un formato descritto nelle specifiche del caller-ID per e-mail, quindi i sistemi e-mail di destinazione esaminano ogni messaggio per individuare il dominio da cui è stato fatto l'invio, infine i sistemi riceventi richiedono al DNS l'elenco degli indirizzi IP dei server di posta in uscita del dominio apparentemente responsabile dell'invio e verificano se l'indirizzo IP dal quale è stato ricevuto il messaggio compare nell'elenco.

Le caratteristiche e i dettagli di Caller-ID sono state pubblicate da Microsoft, che si dichiara aperta a commenti e suggerimenti,  sul proprio sito WebSe e verranno prossimamente testate sul servizio Hotmail.

Nel quadro di Csri rientrano però altre due iniziative, il cui obiettivo è invece quello di impedire che vengano classificate come spam mail che spam non sono. E in questo caso Microsoft ha preso in considerazione due realtà diverse: le grandi organizzazioni che effettuano invii massicci di mail di tipo commerciale e le piccole realtà.

Nel primo caso Microsoft propone l'adozione di regole certe, sulle quali sono poi chiamati a vigilare degli enti certificatori (Independent E-mail Trust Authorities, IETAs) ai quali spetta il compito di rilasciare dei certificati di autenticità ai messaggi provenienti da determinati mittenti.
Di converso, per le realtà più piccole che non porso permettersi la spesa della certificazione, Microsoft propone delle modifiche ai filtri antispam che evitino non solo i messaggi indesiderati, ma anche il proliferare di falsi positivi.

Linea Edp



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