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Tue16Dec200318:00
Risultati di una ricerca sullo spamming
Sono stati resi noti dall'Ivir - Institute for Information Law dell'Università di Amsterdam e da Sybari Software i risultati preliminari di uno studio sulla direttiva europea contro lo spamming che è operatva dal 1° novembre scorso.

I risultati non sono confortanti né per le imprese né per i governi e pare che stenti a decollare l'applicazione della nuova legge. Molti problemi riguardano le email commerciali e i limiti di invio. Altri problemi nascono con la protezione dallo spam di alcuni gruppi di utenti di email in ambienti professionali. Quasi la metà dei partecipanti all'indagine che sono società che usano la posta elettronica per le comunicazioni, ritiene che la direttiva non sia efficace o non correttamente applicabile; il restante numero degli interpellati ritiene che i singoli governi saranno solo parzialmente in grado di applicare le nuove norme.

Il dato più inquietante è che oltre la metà delle società interrogate ritiene che la legislazione non avrà alcun effetto sulla quantità di spam ricevuta. Oltre il 70% degli intervistati non conosce le pene applicabili agli spammer ma il 93% vorrebbe vedere gli spammer arrivare in giudizio anche se poi solo il 7% li manderebbe in prigione.

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