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Sun30Nov200312:00
I virus informatici compiono 20 anni !!
Nei primi Anni '80, uno studente della California sperimentava quello che sarebbe diventato un incubo per il mondo informatico ....

Vent'anni. Tanto è trascorso da quando Fred Cohen, nel novembre del 1983 all'interno di un laboratorio della Southern California University, traducendo in codice un semplice esperimento realizzava quello che sarebbe stato ricordato come il primo virus nella storia dell'informatica. Da quel momento, l'idea di virus informatico ha subito un costante e imprevedibile cammino evolutivo.

Per comprendere più a fondo l'evoluzione del fenomeno, è però necessario risalire a parecchi anni prima. Sono infatti gli anni trenta, quando Alan Turing, uno dei personaggi che ha scritto pagine fondamentali nella storia dell'informatica, sviluppa la teoria dell'autoreplicazione nell'ambito delle macchine, spianando la strada a uno scienziato altrettanto conosciuto, chiamato Von Neumann.

Quest'ultimo, seguendo la teoria di Turing, nel 1948 è stato autore di una dissertazione sul tema dell'autoreplicazione; successivamente nel 1950, il frutto di tali teorie è confluito in un lavoro conosciuto come ricerca di Ryu, la quale focalizza e presenta il comportamento del virus come lo intendiamo attualmente.
Ryu, anch'egli matematico, è partito dalla teoria di Von Neumann per delineare molti schemi che dimostrano come un programma possa concatenarsi autonomamente a un altro all'interno di un medesimo ambiente.

Si arriva così agli Anni '80, quando per mano di Fred Cohen il 'virus', termine però coniato da Leonard M.Adleman della medesima università californiana, si è trasformato da semplice curiosità teorica a minaccia concreta. Il suo codice era infatti in grado di 'infettare' i file eseguibili inserendo a sua volta ulteriore codice eseguibile. Con il suo lavoro, Cohen ha dimostrato la concretezza del rischio e la vulnerabilità delle protezioni. Ma come spesso accade, l'informatica si è imbattuta in persone che invece di trarre avvertimenti da questi studi, hanno utilizzato le ricerche in modo doloso, dando così il via alla storia dei virus come lo conosciamo oggi.

Attualmente, da semplice 'esperimento', il virus si è evoluto, grazie soprattutto alla crescita nell'uso di Internet. Assistiamo così a un rapido propagarsi di quelli che vengono definiti worm, trojan horse, joke e diversi altri tipi di programmi che sfruttano ogni possibilità offerta dalla tecnologia per diffondersi su un numero più grande possibile di computer in intervalli di tempo sempre più ristretti.

Computerworld



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