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Il worm si nasconde dietro indirizzi di Ansa, Publitalia, Università e gruppi parlamentari. Una volta aperto l'allegato, il virus è indistruttibile.
Ha attaccato anche l’Italia il virus Sobig F, il temuto worm che dal 18 agosto ha già messo sotto sopra 1 mail su 17 in mezzo mondo.

I primi ad essere presi di mira hanno ricevuto diverse decine di e-mail nel giro di poche ore, da indirizzi “famosi” e quindi accattivanti, come Publitalia, Ansa, l’Università di Cagliari e addirittura il gruppo al Senato della Margherita. Oggetto della lettera è quasi sempre Thank you oppure Details, con un invito ad aprire l’attachment per avere maggiori informazioni, ma nell’allegato è nascosta la sorpresa. Basta il solo nome dell’intestatario per convincere il destinatario a fidarsi e aprire l’allegato, quantomeno per capire come mai sigle tanto note mandino proprio a lui dei ringraziamenti.

Quando si tenta di aprire l’allegato ormai il danno è fatto: interviene l’antivirus per segnalare la presenza di file infetti, ma non riesce ad eliminarli e si limita a metterli immediatamente in quarantena. Il pericolo non è però scampato come si potrebbe pensare: l’insidioso virus ha già preso possesso dell’indirizzo della casella attaccata, attraverso il quale si propagherà.

Il virus, infatti, invia a nome dello sfortunato bersaglio e-mail con allegati infetti e così si propaga a grande velocità.

Oltre al danno, la beffa: dopo l’assalto di e-mail infette, per l’utente comincia il bombardamento di lettere arrabbiate che segnalano di aver ricevuto una e-mail, con relativo attachment e virus annesso, dal suo indirizzo.

Il Nuovo



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