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Fri08Aug200315:00
I pirati hanno vinto: un terzo della musica è illegale
Il mercato pirata della contraffazione dei Cd non ha più barriere. Il giro d'affari stimato è raddoppiato negli ultimi tre anni, su scala mondiale, a più di 4,5 miliardi di dollari. Il mercato nero è salito al 14%, superando per la prima volta il miliardo.

In poche parole un Cd su tre è illegale, facendo crescere così gli utili del mercato nero al 7% in più. Gli unici mercati che sembrano esenti da tale epidemia discografica sono rimasti gli Usa e il Giappone. In Italia, specialmente nella zona di Forcella, Napoli, dai dati del febbraio 2003, il mercato è saldamente detenuto dalle organizzazioni mafiose, che direttamente promuovono e sviluppano il mercato nero, dividendo il territorio da amministrare tra bande locali e pagando gli utili ai capi locali. Il tutto per reinvestire nel mercato della droga, delle armi e delle estorsioni. Il mercato dei Cd pirata in Italia però non va oltre il 25% dei dischi venduti, rimanendo comunque al di sotto dei parametri della pirateria mondiale.

La guerra della pirateria su scala globale è sponsorizzata dalla Ifpi ( International Federation of the Phonographic Industry) che vuole limitare il danno economico chiedendo la collaborazione dei governi di quegli stati messi sotto controllo. La classifica dei paesi in cui il mercato è più fiorente sono: il Brasile, Cina, Paraguay, Polonia, Russia, Spagna, Taiwan, Thailandia, Ucraina e il Messico. In quest'ultimo, nel Lussemburgo, e nelle Filippine, sono state smantellate e sequestrati più di un milione di Cd, in pratica più di 71 catene di produzione illegali sono state fermate, capaci di sopportare una produzione fino a 300 milioni di dischi. In Cina addirittura il 90% del mercato è illegale, e su questa classifica vengono dispersi nel mercato più di 530 milioni di dollari. L'Ifpi ha stabilito tre punti cardine da cui sviluppare e rinforzare il controllo del mercato discografico: leggi più attente, con un ruolo di primo piano per quanto riguarda la protezione dei Cd, una regolazione elettronica visiva e terza, deterrenti su scala legislativa più inflessibili nei confronti della criminalità organizzata.

Tim Bowen , il numero uno per Inghilterra e Irlanda di una delle major della musica, la BMG, ha detto che con questo nuovo regolamento "si possono svegliare i governi e far capire quanto sia importante la guerra alla pirateria, anche per rimpinguare le loro deficitarie casse statali". "Molti degli emergenti mercati musicali stanno combattendo da soli - ha detto ancora - questa battaglia per l'inerzia dei loro ministri a trovare delle soluzioni adeguate". Lo stesso boss della Ifpi Jay Berman dice che "ormai è dal 2002 che il mercato si sta espandendo a vista d'occhio, e le dieci nazioni sotto osservazione sono solo un piccolo banco di prova, perchè senza aiuti da parte dei governi competenti non c'è possibilità di vittoria poichè stiamo parlando di un mercato in cui le attività criminali possono trarre profitti a dismisura, con un occhio di riguardo nei mercati del sud America e del sud Europa".

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