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Fri08Aug200310:00
Downloads sempre più proibiti
Si inasprisce la legislazione americana contro lo scambio su Internet di file coperti dal diritto d'autore.

Al Congresso è stata presentata una proposta di legge che rende l'upload di file su una rete peer-to-peer (P2P) un crimine perseguibile con multe fino a 250 mila dollari o, addirittura, con una pena detentiva fino a 5 anni. Sanzioni minori sono previste per gli utenti di computer che effettuano il download di file coperti da copyright. La legge, promossa dai parlamentari democratici John Conyers, Jr. e Howard Berman, “mira a tappare le falle dell'attuale legislazione sul diritto d'autore e a punire con maggiore efficacia azioni che già ricadono nel crimine”, riporta l'E-commerce Times. L'analista di Yankee Group Mike Goodman, esperto di scambio di file su reti P2P come Kazaa, Morpheus e Grokster (gli attuali eredi di Napster), sostiene tuttavia che la strategia della Recording Industry Association of America (RIAA) e dei parlamentari che appoggiano la crociata dell'industria contro il file sharing non fa che rendere ostili consumatori e elettori.

Il parlamentare Conyers non pensa di essere andato oltre con la sua proposta di legge, perché nonostante la dura campagna contro l'illegalità dello scambio in Rete di materiale coperto da copyright, l'uso delle reti P2P rimane alto. Ma secondo l'analista Goodman, riferisce ancora l'E-commerce Times, non saranno pene più severe a fermare gli appassionati del file-sharing. La legge proposta mira a colpire non tanto gli utenti quanto le società che caricano questi file su Internet mettendoli a disposizione di tutti. Di solito di tratta di società straniere o con sede all'estero che rimangono intoccabili per la legge Usa. Ma ancora una volta l'analista di Yankee Group è scettico: “L'offerta è alta perché è alta la domanda; il governo non riuscirà a ridurre l'offerta, perché questa si sposterà dove la legge americana non può raggiungerla”.

L'alta domanda di reti P2P su Internet non deriva solo, come si potrebbe pensare, dal pubblico dei più giovani. Uno studio condotto dalla società canadese AssetMetrix su più di 175 mila Pc di oltre 560 aziende di diversi settori dell'industria americana ha rivelato quanto sia diffuso l'uso del P2P negli uffici. Nel 77% delle imprese la AssetMetrix, riporta in un altro articolo l'E-commerce Times, ha rilevato attività di file-sharing e in alcune compagnie l'attività P2P è stata rintracciata su più della metà dei computer. Ed è chiaro capire perché: le aziende spesso dispongono della banda larga e così è più facile e rapido per i dipendenti scaricare musica e video da Internet – oltre che gratis. Un problema che la vigilanza delle imprese Usa dovrà affrontare, anche per la continua pressione esercitata dalla potente Recording Industry Association of America, ma che già si prefigura come una vera “patata bollente”. (Patrizia Licata)

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