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Circa tre mesi fa abbiamo iniziato la nostra battaglia per la prolmulgazione di una legge contro i dialers. Dopo Oliviero Beha (Radio a colori) e da qualche giorno anche "Mi manda RAI3" e' ora la volta anche dell'ADUC (Associazione consumatori). Ecco il comunicato completo.

LE SUPER BOLLETTE TELEFONICHE PER "MISTERIOSI" COLLEGAMENTI A INTERNET
COME RIMEDIARE: SOPRATTUTTO NON ASCOLTARE I CONSIGLI TELECOMITALIA

Sono divenute una vera e propria piaga per moltissimi utenti di TelecomItalia, navigatori in Internet e no. Sono le bollette con la richiesta di cifre che non corrispondono assolutamente al trend a cui il singolo utente e' abituato, e soprattutto non sono attese perche' sembra che non ci sia stato alcun traffico anomalo.
Ma cosi' non e'. Possono essere successe due cose: 1) immissione esterna sulla linea, 2) collegamento inavvertito a server di Internet con numeri a pagamento un tot a minuto (indicati nella bolletta TelecomItalia come 70x), o a numeri di server in Paesi extracontinentali, con prefissi 00.

- Nel primo caso (immissione esterna) l'interlocutore diretto e' TelecomItalia. Occorre dimostrare (essenzialmente con testimonianze) che da quello specifico numero non e' partito alcun collegamento nei giorni e nelle ore che invece le super-telefonate risultano. Inviare una raccomandata A/R alla TelecomItalia chiedendo la correzione degli importi in bolletta (dandone comunicazione entro 15 giorni dal momento di ricevimento della raccomandata) e minacciando in alternativa le vie legali. Salvo specifici accordi con Telecom (tutti cartacei con raccomandata A/R: mai fidarsi di cose dette a voce o corrispondenza via fax), se non si vuole rischiare di farsi tagliare la linea telefonica o pagarla in ritardo con l'aggiunta di more, conviene pagarla e scontare poi l'importo maggiore sulle successive bollette.
- Nel secondo caso (collegamento inavvertito), la responsabilita' non e' direttamente di TelecomItalia, che si e' limitata a mettere a disposizione la linea. Ma di chi ha, pur inavvertitamente, fatto il collegamento. Se lo specifico sito Internet da cui e' stato fatto questo collegamento e' italiano e la connessione a pagamento non era ben pubblicizzata, si puo' chiedere l'intervento dell'Ufficio Pubblicita' Ingannevole dell'Antitrust (sui non-italiani non ha giurisdizione). Comunque, italiano o meno, va segnalato all'Autorita' Garante per le Telecomunicazioni e alla Polizia Postale perche', anche in virtu' delle convenzioni internazionali in materia, prendano nota di quanto accade e verifichino i margini d'intervento. Per il pagamento (salvo rari e poco probabili casi in cui le autorita' sopra indicate possano intervenire, comunque a posteriori e dopo le scadenze degli stessi pagamenti), se le cifre richieste sono esose, si puo' chiedere a TelecomItalia di accordare una rateazione (chiedere, ma non esigere! Non sussiste un diritto).
Ma come fare per evitare che in futuro si ripetano queste connessioni a server "lontani" o a pagamento esoso, e immissioni esterne? La TelcomItalia propone il servizio di disabilitazione numerica: fornisce un codice grazie al quale lo specifico utente puo' attivare o meno la connessione a certe numerazioni. Un servizio che costa quasi 11 euro per essere attivato e quasi 3 euro al bimestre di canone. La TelecomItalia non propone altro, perche' fa solo i suoi interessi e non anche quelli degli utenti (nonostante il servizio monopolista di telefonia fissa). Ed e' una proposta che ha solo una garanzia: quella del pagamento. Perche' non esime dalla richiesta di pagamenti successivi per connessioni proprio a quei numeri che dovrebbero essere disabilitati: come si potra' sostenere, di fronte ad una richiesta TelecomItalia di pagamento per queste connessioni, quando il potere di abilitazione e' proprio? La propria tesi contro quella della Telecom. E siamo punto e a capo, specialmente per le immissioni esterne. Quindi non bisogna cascare nell'"offerta" di TelecomItalia, ma chiedere alla stessa la disabilitazione in centrale di queste connessioni dalla propria linea (per cui l'eventuale responsabilita' di attivazione sara' solo ed esclusivamente di TelecomItalia) (il costo dovrebbe essere dello stesso importo di cio' che propone la Telecom per l'altro servizio, ma senza il canone bimestrale: e' un servizio non previsto, perche' il guadagno Telecom non e' esoso come nell'altro caso e, soprattutto, non prevede che si possa guadagnare grazie ad errori dell'utente). Il gestore dira' che non e' possibile, che non e' previsto e altre amenita' del genere. Quindi bisognera' richiederlo con una raccomandata A/R, dando tempo 15 giorni per farlo e minacciando in alternativa le vie legali. A cui bisognera' ricorrere (giudice di pace) nel probabile caso di diniego o non-risposta da parte del gestore: di fronte all'imposizione del giudice, la Telecom non potra' tirarsi indietro.

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