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"Email spazzatura", pesanti costi per le aziende colpite dallo "spam" Il 40 % delle missive elettroniche sono effetto di "spamming" La Ue ha quantificato lo spreco: 10 miliardi di Euro l’anno.

A parte i risultati di una ricerca condotta qualche tempo fa da Pew Internet & American Life Project, secondo la quale i lavoratori americani non sembrerebbero particolarmente afflitti dal problema dello spam, per il resto è un piovere accuse da ogni dove, contro la pratica d'intasare le caselle di posta elettronica degli utenti con messaggi pubblicitari non richiesti e dai contenuti spesso di dubbio gusto.

A riguardo la risposta degli utenti non si è fatta attendere: uno studio condotto da Harris Poll , pubblicato lo scorso gennaio, ha evidenziato come il 74 % degli internauti intervistati vorrebbe che lo spam fosse dichiarato una volta per tutte illegale, a dimostrazione che l’esasperazione di quel 49% di utenti coinvolti nel fenomeno, saliti al 80% in soli due anni, comincia a farsi sentire.

La questione, però, è assai più complessa: se è vero che, oltre il 40% delle email che riceviamo ogni anno è composto da missive inoltrateci contro il nostro volere, tale attività, apparentemente gratuita per chi la subisce, comincia ad avere un costo ingente non solo in termini di tempo, ma anche di denaro. L’Unione Europea ha, infatti, stimato la spreco di denaro dovuto allo spam in circa 10 miliardi di Euro l’anno.

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Repubblica



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