QUESTI SITO USA I COOKIES E TECNOLOGIE SIMILARI (vedi dettagli)

Se non cambi la configurazione del browser, sei d'accordo. 

Fri31Jan200313:28
Maratona romana per Gates, via all’intesa anti-pirati con le Poste
Oggi gli incontri con Ciampi e Berlusconi. E sulla privacy dei dati Microsoft accoglie le richieste della Ue.

Una cena nella residenza dell’ambasciatore americano Mel Sembler: così è cominciata la visita romana di due giorni del leader di Microsoft, Bill Gates. Fra gli invitati gli amministratori delegati dell’Enel Paolo Scaroni, delle Poste Massimo Sarmi, dell’Eni Vittorio Mincato, delle Ferrovie Giancarlo Cimoli, di Pirelli e Telecom Italia Marco Tronchetti Provera, della Bnl Davide Croff. Ma anche il presidente della Confindustria Antonio D’Amato e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. A fare gli onori di casa il vice president «Europe» di Microsoft, Umberto Paolucci, e il direttore generale per l’Italia Mauro Meanti. Un appuntamento tradizionale, più che altro destinato a tenere i contatti con i maggiori clienti. Il clou del viaggio italiano di Gates è previsto per oggi: l’incontro con il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, l’intervento al Senato e il pranzo con il premier Silvio Berlusconi e alcuni ministri.

Ma la cena di ieri è stata anche l’occasione per un faccia a faccia fra il capo di Microsoft e Sarmi dopo l’assalto degli hacker che sabato ha paralizzato i 14 mila uffici postali. Un inconveniente risolto nel giro di poche ore, sostengono le Poste, grazie alla rapidità d’intervento e alla collaborazione con il fornitore del software. Ma che sarebbe stato in parte anche la conseguenza di una incomprensione con Microsoft. Già nei mesi scorsi l’azienda di Gates aveva verificato la vulnerabilità del programma utilizzato fra gli altri dalle Poste, rispetto al «baco» che l’ha colpito sabato. Il virus si sarebbe potuto neutralizzare con una particolare «pezza» o «patch» per evitare gli intasamenti della rete che le Poste non avevano caricato nel proprio sistema, composto da circa 70 mila personal computer e migliaia di server, ritenendo superfluo spendere 5 milioni di euro per installarla. E questo perché Microsoft non avrebbe mai comunicato alla società italiana che quel software era da ritenersi fondamentale per contrastare eventuali attacchi degli hacker.
Dopo questa esperienza le Poste e la società di Gates hanno ora deciso di rafforzare la collaborazione nella sicurezza con un accordo che prevede la prevenzione e la cura di eventuali attacchi informatici. Microsoft utilizzerà la rete delle Poste per sviluppare nuovi prodotti informatici che la società italiana potrà provare in anticipo.

Ieri infine, il gruppo informatico americano ha annunciato che modificherà il servizio "passaporto", uno dei programmi che fanno parte della sua piattaforma internet, denominata .net, in modo da venire incontro alle richieste dell’Antitrust europeo in materia di tutela dei dati personali.

Corriere della Sera