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L'Italia è stata colpita dal più forte attacco di questi giorni di SQ Hell, il wirus, creato forse in Cina. Sono stati bloccati 14mila postamat, pagamenti possibili solo in contanti. Per contrastarlo serve una patch. Un nuovo attacco del virus SQ Hell, il più serio degli ultimi giorni, è stato registrato ieri mattina in tutta Italia, dove sono stati gli uffici postali a soffrire di più del baco informatico che ha bloccato 14mila sportelli tra Postamat e Bancomat. Pagare i bollettini di conto corrente è stato possibile solo in contanti. L'allarme è scattato alle 2 di notte e una squadra di tecnici ha lavorato fino alle 11 del mattino per sbloccare la Rete dal "baco" che si presenta con un messaggio ironico: "Hi" (Ciao). Alla fine sono riusciti a liberare 9000 sportelli su 14mila.

''C'e' stata una nuova ondata dell'epidemia, la più grave'', ha detto l'esperto di sicurezza informatica Fulvio Berghella, vice direttore generale di Euros Consulting e responsabile della rete Securitynet. Numerose le segnalazioni dalle aziende, ha aggiunto.

In alcune grandi imprese il virus si sta replicando all'interno con il risultato di saturare la rete. Il rischio di bloccare la rete è reale, considerando il ritmo velocissimo con il quale il virus riesce ad auto-replicarsi: circa 8.000 copie in un'ora. E' un worm, un baco informatico che, contrariamente ai vecchi virus, non danneggia file e programmi. Rende però di fatto inutilizzabile la rete. ''Il vero danno che provoca è la negazione del servizio. La sua altissima capacità di auto-replicarsi finisce col rallentare la rete mettendo i computer fuori gioco per un eccesso di tentativi di attacco''. E' come se ad un singolo utente arrivassero contemporaneamente milioni di telefonate. ''L'effetto finale - ha rilevato - è però lo stesso prodotto dai cyber-attacchi di tipo tradizionale, perchè di fatto impedisce il servizio''.

Un virus simile, appartenente cioè alla stessa famiglia del worm MS SQL, è comparso per la prima volta in Italia già nel 2000, ma ha cominciato a farsi sentire in modo più massiccio nel 2002, provocando almeno otto attacchi. ''Non si tratta di un worm complicato nè estremamente sofisticato'', ha rilevato Berghella, poichè sfrutta un'unica porta di ingresso dei server, chiamata UDP1434. Per contrastarlo è sufficiente installare una patch, ossia un software in grado di riparare la falla e chiudere così l'unica via di accesso per il baco.

il Nuovo



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