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Sun11Oct200913:17
Compravendita cittadinanza a San Paolo
Il reporter del giornale Oriundi ha ascoltato alcune persone le cui iscrizioni per la cittadinanza sono state retrocesse nella coda di attesa e che si sentono danneggiate da questi fatti.

Esse intendono presentare denuncia al Ministero degli Affari Esteri e alla Procura di Roma. Intendono vedere svelata quella che sembra essere la mafia della cittadinanza nei consolati italiani. Considerano che il problema sarà risolto solo con l’intervento di una Commissione d’Inchiesta della Procura di Roma, che potrebbe chiamarsi "Operazione Passaporto Pulito" ad esempio della famosa "Operazione Mani Pulite"". Si conclude così il reportage contenuto nell’edizione di settembre di Oriundi, il periodico mensile edito a San Paolo del Brasile, che con un'edizione speciale pubblica in copertina i titoli dell’articolo di fondo, "Sceneggiatura di una Investigazione", il testo viene pubblicato nella colonna – "più attesa e letta dalla collettività italiana" - "La Voce della Comunità".

L’articolo contiene pesanti accuse al Consolato Generale d’Italia in San Paolo, basate su basate su una serie di – come li definisce lo stesso Nardini - "indizi numerosissimi e fortissimi", tanto che l’editore, nel diffonderne un abstract si dice convinto che l’articolo "sarà letto avidamente dalla comunità locale e non solo, e sarà discusso e commentato a lungo".

"Indizi" si legge sempre nella nota dell’editore "che parlano dell'esistenza di una mafia all'interno del Consolato, organizzata in modo a rendere difficile l'accesso al riconoscimento della cittadinanza italiana, per indurre le persone a "comprare" cittadinanze per cifre che, si dice, arrivano a 10 mila Euro ciascuna. Sarebbe" aggiunge l’editore "il prezzo che fanno pagare a persone che, per ragioni professionali, avrebbero la carriera facilitata sostituendo il passaporto verde brasiliano per l'ambito "passaporto rosso" italiano".

Va detto che, per il momento, l’intenzione di denunciare la cosa sia al Ministero degli Esteri che alla Procura della Repubblica non si è ancora concretizzata in atti formali. Va detto anche che lo stesso editore Nardini da conto nell’abstract che "il console assicura che tutto è in ordine e la maggioranza dei consiglieri del Comites non lo contestano; anzi, lo elogiano".

Comites di San Paolo, al quale, peraltro, risulta tutt’altra situazione, soprattutto dopo l’avvio della "Task-force" voluta dal Console Generale Marsilli (vedi intervista Biasioli).
Nell’articolo (www.oriundibrasil.com.br) si pongono alcuni precisi interrogativi: "a chi il Consolato ha concesso 9.505 cittadinanze nel 2008 e 6.500 nel 2007, se la coda d'attesa è rimasta rigorosamente ferma da luglio 2005 a gennaio 2009?"; "come spiegare che già dall'inizio della coda nel 2002, 39% dei numeri non sono stati assegnati (una media di quasi 4 su 10 iscrizioni) e che posteriormente, nel 2007 quando è stata pubblicata una relazione attualizzata, questi 7.440 posti sono stati rimpiazzati da persone sconosciute?"; "come spiegare che per 18% degli iscritti, cioè 3.432 volte, ci sono stati cambiamenti di numerazione, con grandi sbalzi verso i primi posti in classifica, in modo da facilitare l'espletamento rapido della pratica, invece di dover aspettare per diecine di anni se rispettato l'ordine cronologico d'iscrizione?"; "come spiegare che certi nomi siano scomparsi? Con quali altri nomi sono stati sostituiti?"; "come giustificare che per 290 iscrizioni al lato di una diminuzione di numerazione il "dante causa", in origine perfettamente identificato, è scomparso ed è stato rimpiazzato da un generico "dante causa" non identificato?".

Sempre nel reportage, inoltre, si riferisce della "proposta fatta da Vezio Nardini, nella veste di Consigliere del Comites di San Paolo – Comitato degli Italiani all’Estero - all'ex ambasciatore, (Valensise –ndr) di accertare un’offerta di vendita di cittadinanza per incastrare il funzionario corrotto", alla quale il diplomatico avrebbe risposto facendo presente che per avviare un’indagine interna, sarebbe stata necessaria una denuncia formale. Si parla poi delle "domande dell’editore Nardini rivolte al Consolato, che non hanno mai ricevuto risposte" e che, secondo quanto si legge nell’articolo, avrebbero "fatto infuriare il Console e la dirigenza Comites, tanto che come ritorsione, il Comites ha emesso un parere completamente negativo circa lo stesso giornale Oriundi".

Come si è detto, la posizione del Console Generale è che "tutto è in ordine", posizione confortata dalla maggioranza dei consiglieri Comites, che non avrebbero, secondo quanto scrive lo stesso periodico "Oriundi", nessuna contestazione da fargli, al contrario "lo elogiano". Infine, va ricordato l’avviso, fatto pubblicare sul sito del Consolato lo scorso 23 giugno, dal Console Marsilli, che metteva in guardia da "attività, ovviamente a pagamento, esercitata da sedicenti "intermediari" che sfruttano la buona fede degli Utenti".



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