QUESTI SITO USA I COOKIES E TECNOLOGIE SIMILARI (vedi dettagli)

Se non cambi la configurazione del browser, sei d'accordo. 

Otto Paesi, tra i quali l'Italia, devono recepire le direttive sullo smaltimento dei rifiuti hi-tech. Altrimenti partiranno le multe.

Sono otto gli Stati membri dell'Unione europea ad aver ricevuto l'ultimo avviso: devono recepire la serie di direttive sullo smaltimento dei rifiuti hi-tech (2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE), altrimenti la prossima mossa sarà della Corte europea di giustizia. Lo ha reso noto lunedì la Commissione. I Paesi avvisati sono Regno Unito, Francia, Estonia, Finlandia, Grecia, Malta, Polonia e Italia.

L'ordine della Commissione è molto chiaro: recepire la direttiva sullo smaltimento dei cosiddetti rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE, in inglese WEEE) e farla parte della legislazione nazionale. Altrimenti partiranno le multe per inadempimento. E considerando che, nella sua prima forma, la serie di direttive doveva essere recepita entro l'agosto dello scorso anno, la Commissione è stata fin troppo paziente su un tema così delicato.

Lo smaltimento di questa speciale categoria di rifiuti, infatti, che comprende pc, apparecchi di telecomunicazioni ma anche 'normali' elettrodomestici, è uno dei problemi più urgenti nel panorama europeo della gestione dei rifiuti. Alcune componenti piuttosto comuni sono ricche di materiali tossici e inquinanti (metalli pesanti come mercurio, piombo e cadmio) e non possono essere smaltite per vie normali. Inoltre la percentuale di rifiuti RAEE sul totale prodotto è in continua crescita: lo scorso anno è passata dal 3% al 5% e ha registrato il più alto tasso di crescita tra tutti i tipi di rifiuti.

Al momento circa il 90% dei rifiuti RAEE finiscono nell'inceneritore o nelle discariche, senza trattamenti speciali, e dunque la maggior parte degli agenti inquinanti finisce nell'ambiente. Gli obiettivi delle direttive RAEE sono molto ambiziosi: entro la metà di agosto gli Stati membri dell'UE avrebbero dovuto organizzare reti di recupero che, se la direttiva fosse stata recepita, avrebbero permesso ai consumatori di rendere i vecchi dispositivi acquistandone di nuovi e senza pagare tasse di smaltimento. Ed entro il mese di dicembre del prossimo anno tutti gli Stati dell'UE avrebbero dovuto raggiungere una quota di rifiuti RAEE differenziati pari a 4 kg per abitante (su una produzione media che va dai 17 ai 20). Visti tutti i ritardi accumulati già in fase di recepimento della direttiva, oggi l'obiettivo fissato sembra molto lontano.

CWI



Partita Iva: IT01123460329 // mail legalizzata: mmasistemisrl@pec.it