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Il presidene dell'Aduc, Vincenzo Donvito, ha inviato la seguente lettera aperta al ministro della Salute, Girolamo Sirchia:

Gentile signor ministro,
Che il nickel contenuto nell'euro non fosse il massimo della salubrita', era cosa nota fin da prima dell'avvento ufficiale della nostra moneta, ma che dovesse portare ad alcuni livelli degenerativi, ci sembra che sia eccessivo.

I dati a cui facciamo riferimento sono quelli dell'Unita' operativa di dermatologia dell'Universita' di Firenze, resi noti oggi dalla cronaca fiorentina del quotidiano "La Nazione", e che, secondo gli addetti ai lavori, sono in linea con quelli nazionali.
Un paziente su quattro (una donna su tre e un uomo su cinque) di quelli che si sono rivolti negli ultimi due anni a questa Unita', si e' dimostrato allergico al nickel. Cioe' il 25% delle allergie riguardano la sensibilita' a questo metallo!!! La questione riguarda piu' che altro le persone che maneggiano molto il denaro, come cassieri di banche, negozi e uffici postali. Alla stessa Unita' fiorentina dicono che se si paventa il rimedio di usare guanti di lattice, non e' escluso che alla lunga qualcuno si scopra allergico anche al lattice, per cui alzano le braccia.
L'allergia diffusa attraverso le monete, non e' una novita'. Particolarmente pericolose sono sempre state quelle svedesi, britanniche e francesi, ma ora, con l'euro, l'Italia, che ne era esente, e' entrata nell'alveo.

E' il prezzo da pagare per l'ingresso nell'area dell'euro?
Dopo l'impazzimento dei prezzi al dettaglio, in qualche modo legato all'introduzione della nuova moneta, dobbiamo subirne anche le conseguenze sanitarie?
Signor ministro, scriviamo a Lei e non al commissario europeo alla sanita' e alla tutela dei consumatori, perche' in questo periodo di passaggio di consegne, dalla Commissione Prodi a quella Barroso, vista la proverbiale non snellezza dell'eurocrazia, temiamo che la nostra segnalazione possa finire un po' troppo in attesa. E a Lei chiediamo cosa intenda fare.
La ringraziamo.

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