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Sun13Jun200420:00
Come non farsi clonare il Bancomat
La clonazione delle carte di credito e delle tessere Bancomat attraverso lo skimming e' diventato un fenomeno preoccupante. L'Aduc mette in guardia i consumatori, ricordando di fare attenzione alle telecamere nascoste, e chiede maggiori controlli.

In ordine di tempo c’è l’operazione denominata “Satinello”, il cui nome deriva dalla tonalità grigia dei pannelli che due malviventi utilizzavano per nascondere la telecamera posizionata davanti allo sportello Bancomat. Ma sono molti altri i casi di clonazione di carte di credito che negli ultimi mesi hanno affollato le pagine di cronaca. Anche a Trento, infatti, i carabinieri hanno sgominato una banda accusata di aver falsificato migliaia di tessere emesse da banche con sede nella provincia di Padova e Vicenza.

L’operazione che i truffatori utilizzano per clonare i Bancomat è sempre la stessa: lo “skimming”, vale a dire la cattura dei dati delle carte di credito su di un apparecchio, chiamato appunto skimmer. Il congegno, sistemato sul Bancomat nei pressi della fessura dove si inserisce la carta, è in grado di leggere e memorizzare le tracce alfanumeriche impresse sulla banda magnetica delle tessere. Inoltre, piazzando una microtelecamera davanti agli sportelli di prelevamento, i truffatori sono anche in grado di vedere i codici segreti e da qui il gioco è fatto, o meglio la rapina è pronta. Infatti, trascrivendo i dati su una nuova carta e digitando il codice PIN è possibile effettuare un prelievo di contanti presso qualsiasi altro sportello bancario.


Per evitare dunque che dal conto corrente spariscano i vostri risparmi, ecco un piccolo vademecum proposto dall’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) su come comportarsi in caso di clonazione.

Il primo accorgimento da osservare, come ricordano anche i Carabinieri, è vigilare sulla “semplicità” delle fessure in cui si inserisce la carta e coprire la mano con cui si digita il codice segreto. Inoltre l’ Associazione precisa che ogni anomalia o sospetto va segnalato alle autorità oltre che, se si può fare, allo specifico sportello dove è stato rilevato. Il motto che vale in questi casi è:  sempre meglio rischiare qualche segnalazione inutile che ometterne qualcuna.

Ma questi accorgimenti, spiega il vademecum, ancora non bastano per fermare le truffe che rappresentano un fenomeno molto più pericoloso e diffuso di quanto si possa credere. Alla buona volontà e all’attenzione del singolo consumatore, continua l’Aduc, va aggiunto anche il ruolo delle banche. L’associazione chiede che gli istituti intensifichino i controlli dei loro circuiti anche nelle ore di chiusura degli uffici in modo da garantire un sistema sicuro che invogli i consumatori a usufruire più frequentemente del servizio di prelevamento.

Attualmente, denunciano i consumatori, durante la notte le guardie giurate ispezionano solo per due volte gli sportelli Bancomat, mettendo un bigliettino di certificazione del passaggio nella fessura della saracinesca. Una procedura che, conclude l’Aduc, non scoraggia affatto i malviventi.

ADUC




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