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Dopo le mazzate il povero risparmiatore non sa come tutelare i pochi soldi che e' riuscito a salvare.

La tentazione di rivolgersi ad altri mercati, come quello dell'arte c'e', ma occorre fare molta attenzione perche' l'illusione di acquistare un quadro, che nel tempo moltiplichera' il proprio valore, puo' dare gravi dispiaceri.

Innanzi tutto occorre smentire la voce che il mercato dell'arte sia alternativo a quello finanziario, va bene l'uno quando va male l'altro. Non e' vero, anzi, e' esattamente il contrario: il mercato artistico cresce quando cresce quello finanziario.

L'investimento nel settore non e' poi cosi' remunerativo e, sul lungo periodo, si potrebbe paragonarlo ad un Bot o a un Btp, cioe' ad un titolo di Stato. Un economista americano, William Baumol, ha analizzato la variazione dei prezzi di opere artistiche nel corso di 3 secoli, ed e' arrivato alla conclusione che era piu' conveniente investire in titoli di Stato.

Da aggiungere il rischio dei falsi o delle "croste" vendute come opere d'arte. Insomma se si vuole acquistare un quadro o altro oggetto d'arte, bisognerebbe tenere bene in mente che l'unico, o il prevalente, guadagno sta nel godimento estetico. Il che non e' poca cosa.

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