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Mediaset, la società televisiva di proprietà del Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, è nel mirino di Crossland Enterprises.
L’ accusa è di violazione del diritto d’ autore e concorrenza sleale e per questo è stata avviata una vertenza giudiziaria nei confronti del gruppo televisivo Mediaset ­ Reti Televisive Italiane e di altri imputati, per la richiesta di un risarcimento economico di importo imprecisato, ma piuttosto “consistente”. L’ azionista di maggioranza di Mediaset è degli uomini più ricchi d’ Europa, ovvero il Capo del Governo italiano Silvio Berlusconi. L’ azione legale è stata presentata da Crossland Enterprises, Inc., una società licenziataria dei marchi di fabbrica e dei diritti d’ autore e che detiene i diritti esclusivi sul marchio, oltre che altri diritti, di varie università in tutto il mondo.


La vertenza, che sarà ampliata per includere la violazione del marchio, asserisce che, sin dal 1990, Mediaset ha utilizzato, distribuito, venduto, dato in licenza e sfruttato commercialmente attraverso vari mezzi di comunicazione, l’immagine del “Gabibbo” una copia non autorizzata di “Big Red”, mascotte della Western Kentucky University (WKU), uno dei clienti di Crossland. Il Gabibbo è la star del telegiornale satirico e del talk-show irriverente “Striscia la Notizia”, in onda in prima serata cinque giorni la settimana. Si tratta di un personaggio la cui immagine è stata utilizzata nel corso di trasmissioni televisive, per campagne pubblicitarie su vari mezzi di stampa, oltre ad essere la mascotte di una squadra di calcio. Grazie a questo personaggio, l’ impero di Berlusconi ha guadagnato decine di milioni di euro ogni anno. Secondo Crossland, questi soldi, che ammontano a circa 250 milioni di dollari US, e forse anche di più, appartengono di diritto a Big Red.


“Se si osservano attentamente i due personaggi, la somiglianza fra è davvero impressionante”, ha affermato Steven Crossland, presidente di Crossland Enterprises, Inc. “Sia il Gabibbo che Big Red sono entrambi pupazzi rossi, con le stesse fatture e dimensioni; presentano bocca e occhi uguali, hanno una testa a forma di uovo e un corpo peloso.


La nostra azienda è licenziataria dei diritti su marchi e loghi dei nostri clienti nei paesi situati al di fuori degli Stati Uniti”, ha continuato Crossland. “Parte della nostra responsabilità è quella di proteggere i nostri clienti da qualsiasi atto di violazione dei diritti ­ proprio come accade per le principali licenze sportive, ad esempio NHL ­ nei confronti delle loro squadre”.


La Crossland accusa Mediaset e afferma che il “rapimento” di Big Red  è molto più di una semplice affermazione di un diritto di proprietà intellettuale. Inoltre, la vera vittima è la Western Kentucky University, un college unico nel suo genere, frequentato da tutti e finanziato pubblicamente da ex insegnanti, adagiato sulle Appalachian Mountains, proprio nel cuore degli Stati Uniti. La WKU ha un legame affettivo particolare e un particolare “Spirito Occidentale” nei confronti di Big Red, l’ adorata mascotte di lunga data. All’ interno del campus si trova anche una via dedicata al pupazzo, “Big Red Way”.


I guadagni derivanti dai loghi tutelati dal diritto d’ autore e dai marchi di fabbrica delle università possono ammontare, ogni anno, a milioni di dollari, a seconda dell’ immagine del personaggio, del logo o del nome. In un momento in cui i budget a disposizione sono piuttosto ristretti, questi guadagni straordinari potrebbero risolvere la mancanza di fondi ed essere utilizzati per istituire borse di studio per gli studenti o per l’ organizzazione di programmi speciali, oltre a costituire una fonte di finanziamento per altre lodevoli iniziative accademiche


La Crossland, WKU e Adfra la società italiana sub-licenziataria sono impegnate nel difendere la causa di Big Red proprio in casa del Gabibbo e di Berlusconi.


Fra le prove incontrovertibili consegnate al legale di Lugo (Italia) vi è un articolo pubblicato sul numero 6 (febbraio) di Novella 2000, che risale all’ anno 1991 in cui Antonio Ricci, produttore televisivo Mediaset, affermava compiaciuto di aver “adottato” la mascotte della squadra di basket dell’ università del Kentucky trasformandola in una superstar della televisione e della canzone italiana. Nell’ articolo Ricci afferma che:


“Sono stato io a strapparlo via da una vita di stenti e di umiliazioni. Era solo un pagliaccio, giù nel Kentucky; adesso è una delle star televisive più amate qui in Italia. Era un poveraccio, soffocato dalla sua stessa rabbia, e tutti che gli lanciavano la palla addosso, che vita infelice ... . [Staff di Striscia la Notizia], tutti che gli lanciavano la palla addosso, per farlo sentire a proprio agio. .... Già, proprio così Big Red è diventato il Gabibbo”.


Lo scorso mese, il tribunale di Lugo ha emesso una sentenza preliminare molto importante con la quale si dichiara che Adfra, la società sub-licenziataria, può continuare ad applicare il logo di Big Red sui giubbotti catarifrangenti (che secondo una nuova normativa italiana sono obbligatori in caso di incidente notturno) poiché non costituisce una violazione dell’ immagine del Gabibbo. In questa fase preliminare al processo, non è stato determinato il valore delle richieste di risarcimento danni avanzate dal querelante nei confronti del Gabibbo e la decisione provvisoria ha stabilito che Big Red è di proprietà di WKU e gode di protezione indipendente in base alla legge sul diritto d’ autore. Questa era il fondamento della richiesta del querelante. 


Big Red


Big Red ha fatto il suo debutto ufficiale nel corso della stagione 1979-80 del campionato di basket della Western Kentucky University fino a diventare un personaggio famoso in tutto lo stato del Kentucky e negli Stati Uniti. Per tre volte gli è stato assegnato il premio “Key to Spirit”, la più alta onorificenza attribuita ai portafortuna delle squadre durante le gare della Universal Cheerleading Association. Inoltre, Big Red ha totalizzato il “Final Four” nella Sportszone di ESPN (canale TV di sport) nel corso della “Battle of the Mascots” in Internet.  Successivamente, Big Red è stato scelto da ESPN come protagonista principale di uno spot pubblicitario sulla 25 millesima trasmissione da SportsCenter. A tutt’ oggi, all’ Università, giungono da ogni parte numerose richieste di apparizione dal vivo e questo permette di assegnare delle borse di studio agli studenti che si travestono da Big Red.
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