QUESTI SITO USA I COOKIES E TECNOLOGIE SIMILARI (vedi dettagli)

Se non cambi la configurazione del browser, sei d'accordo. 

Mon15Dec200310:00
Usa: si allarga il fronte contro i “prestiti predatori”

Si allarga il fronte degli Stati americani in lotta contro i cosiddetti “prestiti predatori”.

Ultimamente il New Jersey si è unito alle altre amministrazioni federali, annunciando l'adozione di una normativa destinata a punire severamente le società attive nel settore dei prestiti immobiliari che impongono ai loro clienti commissioni estremamente pesanti e fuori dalle tariffe di mercato. Per l'esattezza svolgono un’attività riconducibile al prestito predatore quelle società che applicano condizioni particolarmente svantaggiose per la clientela (soprattutto di quella priva di una storia di credito a garanzia dei propri investimenti), come finanziamenti ipotecari rilasciati dietro richiesta di tassi estremamente elevati da rifondere all'azienda, o come l'invito a consolidare i propri debiti in mutui sulla casa onerosi, dopo avere prospettato (in via ingannevole) un quadro del mercato difficile.

Gli Stati americani che hanno già adottato questa disciplina sono:la California, la Georgia, la Carolina del Nord, il New Messico, l'Arkansas, l'Illinois, il Massachusetts e lo Stato di New York. Quegli Stati, cioè, dotati di una struttura normativa atta a colpire simili comportamenti.

Di fronte alla prospettiva di un intensificarsi delle sanzioni, molte società immobiliari avevano reagito minacciando di spostare la propria attività verso Stati con una legislazione meno severa. Malgrado questo, la lotta ai prestiti predatori ha dato, in passato, buoni frutti.

Uno dei casi giudiziari più significativi è quello dell’Household International, la prima società immobiliare italiana a raggiungere una transazione plurimilionaria. Nell'inverno del 2002 l’Household -che emetteva al tempo prestiti ai consumatori senza una sostanziosa storia di credito- ha infatti raggiunto una transazione da 484 milioni di dollari con le Procure distrettuali di venti Stati dell'Unione per avere prestato danaro a condizioni definite "predatorie".
Una simile cifra rappresenta ad oggi la somma più alta mai corrisposta per una transazione in materia di prestiti predatori: il precedente record era sulle spalle di Citigroup la quale - sempre lo scorso anno - aveva pagato 215 milioni di dollari per chiudere investigazioni analoghe da parte della Commissione federale per il commercio.

Mieconomia.it - by Paola Toscani



Partita Iva: IT01123460329 // mail legalizzata: mmasistemisrl@pec.it