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"Care banche, parlate di trasparenza? Allora ricompratevi i bond !! Hanno collocato titoli ad alto rischio senza rating, né informazioni. Sotto gli occhi di Fazio. Ma adesso una soluzione c’è." Così inizia “L’Opinione” di Bruno Tabacci, presidente della commissione Attività Produttive della Camera, pubblicata su “Economy” di questa settimana.

Il deputato parla di “duro colpo inferto al rapporto fiduciario tra banche e risparmiatori-consumatori”, denunciando la violazione del principio di cui all’art. 21 del Tuf, secondo il quale gli intermediari hanno il dovere di “comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza nell’interesse dei clienti”.

 

In realtà, spiega Tabacci, “le banche si sono affrettate a liberarsi delle obbligazioni Cirio nelle settimane immediatamente precedenti il default, così trasferendo agli acquirenti delle obbligazioni  i propri crediti nei confronti delle società emittenti. In conclusione le banche non hanno informato i risparmiatori acquirenti dei bond Cirio:

 

  1. Che si trattava di titoli ad alto rischio;
  2. Emessi senza rating;
  3. Senza prospetto informativo;
  4. Destinati esclusivamente ad investitori istituzionali;
  5. Emessi da società estere di diritto lussemburghese;
  6. E, soprattutto, che il ricavato dell’emissione di tali titoli andava a ridurre il debito del gruppo Cirio verso le banche anziché essere destinato a fini produttivi.

 

Sarebbe necessario che il sistema bancario, anziché impegnarsi per il futuro a rispettare il risparmio, si ricomprasse nel presente i titoli obbligazionari a un prezzo comprensivo di perdite ragionevoli, liberando parzialmente i risparmiatori”.

 

A mio parere, Tabacci ha pienamente ragione ma è un illuso.

Ovviamente, se le banche avessero avvertito i risparmiatori dei reali rischi ai quali andavano incontro non avrebbero venduto un solo bond Cirio e avrebbero sofferto loro perdite ingenti.

Vanno bene le norme di trasparenza, vanno bene i Patti Chiari, ma per il futuro: per il presente le banche italiane non intendono rimetterci mezzo Euro per rimediare ai propri errori e non ricompreranno mai le obbligazioni cedute agli ignari risparmiatori.

Per recuperare la fiducia degli investitori/risparmiatori basta promettere di non farlo più: Patti Chiari… e amicizia lunga!

 

Un’ultima riflessione. A che cosa servono le leggi se poi vengono aggirate? A che serve l’art. 21 del Tuf se Banca d’Italia e Consob permettono queste cose?

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