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La bassa pressione affligge i consumatori di Eurolandia, ma gli italiani si consolano con i prestiti. Se gli Stati Uniti si avviano a tappe forzate verso la tredicesima riduzione dei tassi d'interesse e la Bce ha effettuato, esattamente una settimana fa, il settimo taglio consecutivo, i consumi non sembrano ancora trarne beneficio. Ma spicca la performance tutta italiana del credito al consumo, in aumento del 13,6% a fine 2002.

Secondo i dati della quattordicesima edizione dell'Osservatorio Assofin, Crif e Prometeia lo sprint del 13,6% è persino in accelerazione rispetto al 12,2% registrato nel giugno 2002 e al 12,9% del dicembre 2001. Gli importi totali del credito al consumo in Italia hanno così superato i 54mila milioni di euro, con un tasso di accelerazione pari al 14,3% per le istituzioni finanziarie e le banche specializzate e al 12,4% per le banche generaliste. Le quali ottengono questo risultato principalmente grazie alla promozione dell'utilizzo delle carte di credito da parte della clientela. I crediti erogati tramite le carte revolving sono infatti passatI dal 6,2% all'8,2% del totale delle consistenze. Le carte di credito confermano dunque il proprio appeal nei confronti degli italiani: sono infatti 37,9 le carte ogni cento abitanti, con un incremento dell'8,8 per cento. Ma di possibilità di sviluppo ce ne sono ancora molte, visto che nel nostro Paese i pagamenti in contanti rappresentano ancora l'80% del totale, contro il 60% della media europea. Le consistenze di credito veicolato attraverso le carte aumentano di un significativo 51,4%, con le sole revolving (quelle, cioè, a rimborso rateale) che hanno mosso 2.880 milioni di euro (+17,4%) per un totale di 23 milioni di transazioni (+30,9%).

Sono però i finanziamenti finalizzati a fare ancora la parte del leone nell'ambito dei crediti per i consumi delle famiglie, con una quota pari al 73,8% del totale. E, al loro interno, continua a vincere il settore dell'auto, che concentra il 66,6% dei flussi di credito finalizzato, mentre il comparto dell'arredamento e degli elettrodomestici rappresenta il 18,3 per cento. Gli operatori, a cominciare da Crif, hanno fatto però suonare il campanello d'allarme della rischiosità di un mercato che, attirando clienti sempre meno "selezionati" (ma anche più redditizi), è in aumento. Se il tasso medio di sofferenza del mercato è pari al 2,9% (ma solo allo 0,9% per le sofferenze gravi), nell'ultimo anno si è assistito a un aumento del 15% dei tentativi di frode ai danni delle istituzioni finanziarie in merito all'erogazione di credito al consumo, frodi principalmente imperniate su falsi dati e generalità. Il che invita alla prudenza e all'utilizzo di sofisticati sistemi di scoring, soprattutto in considerazione delle previsioni di ulteriore aumento di un settore, quello del credito al consumo, che deve, in Italia, ancora crescere molto: le dimensioni del mercato nella Penisola sono appena un quinto di quelle della Gran Bretagna.

Il Sole 24 Ore



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