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Ancora ampi i margini di crescita rispetto ai valori medi europei. 21,8 milioni le carte di credito in Italia. I tassi "promozionali" per l'auto sostengono il mercato del credito finalizzato.

L'andamento sfavorevole dei consumi sembra non aver esercitato un impatto significativo sulle consistenze di credito al consumo, confermando le stime di un ulteriore incremento della propensione all'indebitamento (approssimata dal tasso di indebitamento) delle famiglie italiane. A dicembre 2002 il credito al consumo totale mostra un incremento del 13,6%, in accelerazione rispetto al 12,2% registrato a giugno dello stesso anno e al 12,9% di dicembre 2001.
Sull'andamento dell'aggregato hanno continuato ad incidere le cartolarizzazioni (il ricorso alle quali risulta comunque in diminuzione rispetto a quanto registrato a dicembre 2001).

Questi i dati generali che emergono dall'Osservatorio sul Credito al Dettaglio, il rapporto Assofin - CRIF - Prometeia giunto alla quattordicesima edizione.
La ricerca periodica, che costituisce un punto di riferimento di grande importanza sul mercato del credito al consumo e, più in generale, del finanziamento alle famiglie consumatrici, fornisce semestralmente un quadro di:

  • dimensioni, andamento e livello di rischio del mercato
  • trend delle diverse formule di erogazione
  • tipologie merceologiche di acquisti effettuati ricorrendo al credito al consumo
  • valutazioni prospettiche sull'andamento del mercato e dei comparti nel prossimo futuro
  • confronti tra il mercato italiano e i principali paesi europei.

L'approfondimento monografico della presente edizione è, inoltre, dedicato al confronto tra i mercati del credito al consumo italiano e dei principali paesi europei.

Le dimensioni, l'andamento e la rischiosità del mercato

Le consistenze totali di credito al consumo hanno superato i 54.000 milioni di Euro, suddivise fra istituzioni finanziarie e banche specializzate, che con un +14,3% rispetto al +13,6% di fine 2001 consolidano la loro posizione nel settore, e banche generaliste, che hanno fatto registrare un +12,4% contro il +11,7% fatto segnare a dicembre 2001.

Le forme tecniche di erogazione del credito al dettaglio

Aspetti dimensionali
L'analisi del mercato del credito al consumo viene svolta separatamente per i due comparti delle banche generaliste e delle istituzioni finanziarie e banche specializzate.
L'accelerazione del ritmo di crescita per il comparto delle banche generaliste è principalmente dovuta all'utilizzo delle Carte di credito, la cui incidenza rispetto al totale delle consistenze è in crescita (dal 6,2% all'8,2%), mentre rimangono sostanzialmente stabili le altre forme tecniche che pesano per il restante 91,8% e sono rappresentate per la maggior parte da prestiti personali.
Nel comparto delle istituzioni finanziarie e banche specializzate è stata effettuata una scomposizione più dettagliata, che ha portato ad evidenziare come per l'ottavo anno consecutivo si registri un andamento positivo, sia in termini di consistenze che di flussi erogati.
I finanziamenti non finalizzati fanno registrare un incremento dei crediti in essere pari al 27,2%, con una progressiva crescita della quota di questo tipo di finanziamenti sul totale, che passa dal 12,8% del 2001 al 14,3% del 2002.
I finanziamenti finalizzati rappresentano il 73,8% del valore totale dei crediti in essere a fine 2002, con una crescita del comparto dell'8,8% (+8% nel 2001).
I prestiti contro cessione dello stipendio fanno segnare una crescita sostenuta +22,2%, sebbene a ritmi inferiori rispetto a quelli registrati negli ultimi anni (+46,9% al dicembre 2001), mentre rimane stabile la loro incidenza percentuale sul totale crediti in essere (4,1%).
Le carte di credito revolving rappresentano la componente che ha contribuito maggiormente all'espansione dell'attività delle istituzioni finanziarie specializzate, con un incremento del 50,9% (27,3% al dicembre 2001).

In particolare, proprio le carte di credito si confermano essere uno strumento di pagamento sempre più diffuso fra gli italiani: sono 37,9 le carte di credito ogni cento abitanti con un incremento dell'8,8% (ma la crescita registrata nel dicembre 2001 rispetto all'anno precedente era stata del 17,8%), anche se tali dati sono ben lontani dalla media europea.
Le consistenze di credito veicolato attraverso le carte aumentano di un significativo +51,4, con uno sviluppo sostenuto del mercato delle carte revolving che veicolano flussi di credito per 2.880 milioni di Euro (+17,4% rispetto al dicembre 2001) e sono vettori di quasi 23 milioni di transazioni (+30,9% rispetto al 2001).
Diminuisce l'importo medio relativo ad ogni singola transazione effettuata tramite carte revolving (pari a 127 euro contro i 141 euro a fine 2001), a conferma della tendenza ad utilizzare sempre più frequentemente questi strumenti per finanziare gli acquisti di beni di più basso valore unitario.

I flussi di credito finalizzato nel 2002

L'analisi dei crediti erogati dalle banche generaliste per settore merceologico consente di osservare che, sulle singole finalità, sono in aumento consistente rispetto all'anno precedente solo i finanziamenti personali, mentre tutti gli altri beni registrano cali più o meno accentuati, in particolare il comparto dell'elettronica e dei motocicli/ciclomotori.
In una ripartizione generale dei crediti erogati dalle istituzioni finanziarie e banche specializzate, emerge come i flussi di credito siano destinati per il 66,6% ad acquisti nel settore automobilistico, per il 18,3% all'acquisto di altri beni come arredamento ed elettrodomestici e per il 15,1% come prestiti non finalizzati.
Con riferimento ai finanziamenti auto, aumentano i volumi intermediati (+2,6% nel 2002), anche se in termini di numero di operazioni effettuate si è avuto, per la prima volta dopo diversi anni, un calo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con conseguente aumento dell'importo medio dei finanziamenti erogati, che passa dai 7.032 euro del 2001 ai 7.740 euro di fine 2002.
La crescita del settore è stata trainata dai finanziamenti di auto nuove a tassi promozionali (+70,1%): le case automobilistiche e i concessionari hanno infatti utilizzato massicciamente le campagne promozionali a tasso agevolato al fine di sostenere un mercato stagnante.
Positivo è risultato anche il tasso di incremento dei finanziamenti destinati all'acquisto di motocicli e ciclomotori a tassi di mercato (+4,7%), mentre è stazionario il segmento delle auto usate (+0,9%) dopo anni di crescita sostenuta.
In generale, in tutte le categorie di finanziamenti crescono le offerte a tassi promozionali, mentre fanno registrare tassi negativi quelli concessi a tassi di mercato.

La rischiosità del mercato

Per quanto riguarda l'andamento complessivo della rischiosità del mercato del credito al consumo, negli ultimi due anni questa è stata scomposta in tasso di sofferenza, insolvenze gravi e insolvenze leggere.
Nonostante una certa stabilità dei tassi rilevati, alcune analisi evidenziano che il rischio di credito nell'anno 2002 ha subito un aumento: relativamente al tasso di sofferenza, nel periodo considerato si posiziona su un dato medio di mercato del 2,9% contro il 2,8% dell'anno precedente; per le insolvenze gravi il dato si stabilizza attorno allo 0,9%; per le insolvenze leggere, nell'ultimo semestre il dato si è posizionato su livelli più contenuti, con una percentuale media del 3,1 sul periodo.
Per l'arricchimento delle analisi di rischio, a partire da questo numero il Rapporto presenta anche i tassi di decadimento annuali del credito al consumo per i comparti delle banche generaliste e delle istituzioni finanziarie specializzate. Si tratta di una misura allineata con le definizioni di Basilea più recenti e volta a rilevare i flussi di nuovi default sul periodo considerato.

Prospettive future

Per il prossimo futuro ci aspettiamo un contributo solo parzialmente più favorevole alla crescita del settore da parte dell'evoluzione dello scenario macroeconomico, in particolare:

  1. il reddito disponibile dovrebbe mostrare una dinamica più vivace, ma solo a partire dal 2004;
  2. si prevede che gli acquisti di beni durevoli tornino gradualmente a crescere su un livello superiore rispetto al totale, anche se mostreranno una crescita meno sostenuta rispetto al passato meno recente, con una ricomposizione verso quei settori in cui si registra una minore penetrazione del credito al consumo;
  3. la spesa in servizi, invece, dovrebbe continuare a manifestare una dinamica molto vivace, specie in segmenti quali i viaggi, i servizi medici, le cure in clinica, nei quali la penetrazione del credito al consumo risulta in aumento;
  4. il consolidamento della ripresa dei mercati finanziari, previsto per il prossimo biennio, potrebbe comportare un nuovo spostamento delle preferenze dei risparmiatori dall'investimento immobiliare a quello in attività finanziarie;
  5. sul mercato immobiliare le aspettative sono, inoltre, di una stabilizzazione dei valori.
All'impatto dell'evoluzione del contesto macroeconomico sul mercato del credito al consumo potrebbero, tuttavia, aggiungersi i positivi riflessi di cambiamenti strutturali quali: il perdurare del trend di aumento della propensione all'indebitamento delle famiglie dal lato della domanda e l'intensificazione delle politiche di penetrazione degli operatori nei settori merceologici meno presidiati e caratterizzati da una maggiore dinamicità.
Le previsioni per il mercato del credito al consumo sono perciò di una crescita delle consistenze ancora sostenuta, anche se in rallentamento: +10,3% per l'anno in corso, +9,0% nel 2004 e +7,9% nel 2005, con una dinamica ancora più vivace del comparto delle istituzioni finanziarie e banche specializzate.

In particolare, per le banche generaliste la crescita dovrebbe assestarsi su tassi pari al 9,7% per l'anno in corso, dell'8,5% per il 2004 e del 7,4% per il 2005.
Il sentiero prospettato nel Rapporto per le consistenze di credito al consumo delle istituzioni finanziarie e banche specializzate è di un +10,6% per il 2003 e di una crescita media annua dell'8,7% nel successivo biennio.
Di conseguenza, le istituzioni finanziarie e le banche specializzate dovrebbero mantenere il vantaggio competitivo già accumulato, continuando a rappresentare una quota di mercato intorno al 64%.

Confronti tra il mercato italiano e i principali paesi europei

L'approfondimento monografico dell'Osservatorio è stato dedicato al confronto tra i mercati del credito al consumo italiano e dei principali paesi europei.
L'analisi condotta sui mercati di Francia, Spagna, Germania e Regno Unito ha permesso di evidenziare, da un lato, il permanere in Italia di importanti differenze strutturali e comportamentali, dall'altro, la tendenza ad una graduale convergenza dei comportamenti sia di consumo, sia finanziari delle famiglie italiane. In particolare:

  • le famiglie italiane, nell'ultimo decennio, hanno aumentato la quota di reddito destinata ai consumi, allineando le proprie abitudini di consumo a quelle degli altri paesi europei; si evidenzia, tuttavia, una minore incidenza dei consumi durevoli sul totale che lascia intravedere prospettive di un'ulteriore espansione dei volumi di credito domandati;
  • la propensione all'indebitamento delle famiglie italiane è sensibilmente inferiore a quella registrata in tutte le principali economie europee, per quanto sia in atto un progressivo cambiamento strutturale nel comportamento finanziario, con un crescente ricorso all'indebitamento per l'acquisto di beni durevoli e non;
  • l'incidenza del credito al consumo sul totale dei debiti delle famiglie italiane è allineata a quella degli altri paesi considerati; questo dato fa risaltare la necessità di stimolare la domanda attraverso la canalizzazione di credito verso nuovi segmenti di famiglie e l'esigenza di attribuire al credito al consumo un significato più ampio.
    Dall'analisi effettuata viene in evidenza come tali differenze vadano interpretate come potenzialità di crescita del mercato del credito al consumo. L'evoluzione delle abitudini di indebitamento e di consumo, infatti, dovrà essere colta da banche e istituzioni finanziarie in un'ottica di miglioramento dei prodotti e servizi offerti.
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