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Il mondo degli investimenti finanziari e' sempre piu' frequentato, sia perche' gli italiani sono piu' ricchi, sia perche' la finanza non e' piu' solo qualcosa per gli addetti ai lavori. Ma che non sia tutto rosa, purtroppo, non e' una nostra invenzione. Le recenti e ancora bollenti questioni tipo Cirio o "4You" o titoli argentini, sono anche cronaca giudiziaria. Per questo abbiamo stilato un decalogo di riferimento per l'investitore finanziario non esperto, ricordando che anche sullo specifico sito Internet dell'associazione (http://investire.aduc.it) l'obiettivo principale e' quello di informare in modo semplice e diretto, rispondendo anche agli specifici quesiti che i risparmiatori ci pongono.

1) Chiarirsi le idee su cosa si vuole dai propri soldi:
- protezione dall'inflazione per il capitale che si prevede di utilizzare nei prossimi 3-5 anni;
- investimento solo per i soldi che sicuramente non servono nei prossimi 3-5 anni.

2) Dichiarare per iscritto all'intermediario finanziario la propria propensione al rischio, abitudini e obiettivi d'investimento. Non barrare mai la casella con la quale si dichiara di non voler fornire queste informazioni, anzi e' bene integrarle indicando espressamente le tipologie d'investimento che si desidera escludere.

3) Prendere sempre tempo. Non sottoscrivere mai investimenti subito dopo che il venditore (in banca o il promotore finanziario) ha terminato la descrizione. Diffidare sempre dagli investimenti che devono essere compiuti entro una certa data. Richiedere sempre copia di tutta la documentazione (prospetti informativi) e leggerla con calma da soli. Firmare solo dopo aver compreso ogni aspetto della documentazione letta. Se il venditore non vuole fornire questa documentazione escludere a prescindere l'investimento.

4) Investire solo in strumenti finanziari che si sono pienamente compresi leggendo la documentazione. Non fidarsi mai delle cose dette a voce dal venditore, se la documentazione fornita non aiuta a comprendere pienamente l'investimento e' meglio non investire. Se siamo abbastanza sicuri, ma si tratta di tipologie d'investimento nuove, investire solo piccole parti del proprio patrimonio finanziario (1 o 2% al massimo), si puo' sempre integrare successivamente.

5) Non investire in singoli titoli azionari, ne' in obbligazioni che non siano emesse da Governi affidabili. Si corrono solo dei rischi aggiuntivi che non sono ripagati da adeguati rendimenti medi attesi.

6) Non investire in strumenti non quotati. Questa semplice regola preserva da moltissimi problemi. La quotazione in un mercato finanziario regolamentato non solo offre la liquidabilita' dell'investimento, ma preserva anche da tanti strumenti finanziari inutilmente costosi e talvolta poco trasparenti (come i fondi comuni d'investimento non quotati, le gestioni patrimoniali in quote di fondi, le unit-linked, le varie obbligazioni strutturate e tutte le diavolerie dell'ingegneria finanziaria che gli intermediari inventano per far pagare commissioni ai propri clienti).

7) Per la protezione del capitale utilizzare: titoli di stato a breve termine o indicizzati, buoni postali fruttiferi, conti di deposito ad alta remunerazione (senza costi) e fondi monetari senza commissioni di gestione (o con commissioni di gestione inferiori allo 0,3%). Non utilizzare prodotti finanziari generalmente definiti "a capitale garantito".

8) Per gli investimenti utilizzare: titoli di stato per la parte obbligazionaria, fondi comuni indicizzati o (meglio) ETF per la componente azionaria e fondi chiusi immobiliari (meglio se acquistati sul mercato dopo la quotazione). Le proporzioni dipendono dal proprio profilo d'investitore, meno esperienza si ha e meno componente azionaria si deve inserire in portafoglio.

9) Per accantonare risparmi. Non utilizzare polizze vita (sono inutilmente costose). I PAC sono una buona soluzione a patto che prevedano basse commissioni di ingresso (se non nulle) e di gestione, ma e' preferibile comunque diminuire la frequenza dell'investimento (trimestrale, invece che mensile) ed investire direttamente in titoli (obbligazioni o ETF). L'investimento rateizzato (specialmente per la componente azionaria) e' un'ottima forma di investimento.

10) Se si avverte la necessita' di una consulenza. Non pensare di ricevere consulenza dai funzionari bancari o dai promotori finanziari, la loro funzione principale e' quella di vendere prodotti finanziari. Sono in conflitto d'interesse e possono, al massimo, fornire consulenza strumentale alla vendita dei prodotti. Esistono pochi consulenti d'investimento indipendenti in Italia. Prima di affidarvi a qualcuno di loro, assicuratevi della loro professionalita': in Italia chiunque puo' dichiararsi consulente d'investimento indipendente senza avere nessun requisito per esercitare la professione.

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