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L'indagine e' stata realizzata in parte sull'autostrada A11 Paris-Chartres, su 3500 automobilisti, e in parte su un simulatore in laboratorio.
Per quanto riguarda l'autostrada, si e' trattato di domandare agli automobilisti, fermi in un'area di sosta, se avevano visto alcuni cartelli o alcuni veicoli durante il proprio tragitto. Alcuni di questi esistevano, altri no. Il 40% degli automobilisti che erano al telefono ha detto di aver visto quelli che non esistevano. Solo il 9% degli automobilisti che non erano al telefono, pensava di averli visti.
 
Per André Dufour, direttore del CI2N, “sostenere che una cosa che non esiste e' stata vista, e' rivelatrice di una percezione molto vaga dell'ambiente stradale, risultato di una aleatoria codifica da parte del cervello”.
 
Le persone che erano al telefono mentre guidavano hanno registrato il 30% in meno di informazioni rispetto a quelle che non telefonavano. Questo degrado della consapevolezza dell'ambiente potrebbe alterarsi fino al 50%, quando le informazioni che si incontrano sul tragitto chiedono una maggiore informazione (messaggi su cartelli luminosi). In laboratorio, 90 persone hanno partecipato allo studio, su un simulatore di guida. Erano ripartiti in tre gruppi di trenta automobilisti, diversificati per eta' (20-30; 40-50; piu' di 60). Ogni gruppo era composto sia di uomini che di donne, e ognuno doveva fare un tragitto di 30 chilometri. Quattro diversi scenari li stimolavano a fare attenzione alla velocita' in funzione di cio' che accadeva (avvicinamento di un casello per il pedaggio, incidente automobilistico sulla corsia di sinistra, lavori sulla corsia di destra, presenza di un autovelox). In due sessioni gli automobilisti erano indotti a parlare con il tecnico che conduceva l'esperimento, sia per telefono, sia direttamente nell'abitacolo del simulatore. Nella terza sessione non c'erano scambi verbali tra le persone.
 
Questo esperimento mostra che la conversazione telefonica porta ad un degrado dell'attenzione e della guida: l'attivita' oculare, essenzialmente i movimenti orizzontali degli occhi, sono significativamente ridotti (-50% rispetto alla conversazione o meno con un passeggero). Telefonare e guidare, quindi, e' piu' rischioso che non parlare col proprio passeggero.
 
Le conversazioni telefoniche hanno un impatto negativo sui piu' elementari comportamenti di guida:
- il tempo passato sulla strada che si sta percorrendo e' sensibilmente piu' importante, in virtu' di una velocita' piu' bassa (-7 Km in media rispetto alla conversazione con un passeggero, e -15 Km rispetto alla guida quando non si parla) e attenzioni meno frequenti (-50% rispetto alla situazione in cui si controlla tutto):
- il cambio di direzione del veicolo, molto sensibile quando si e' soggetti ad una distrazione o ad un calo del livello di attenzione, e' piu' importante (+20% rispetto a quando di parla o meno con un passeggero);
- anche la capacita' di reazione e' ridotta; quando si e' al telefono e si va a 130 Km/h la distanza di decelerazione in presenza di un fatto nuovo e' di circa 100 metri (cioe' il 33% in piu') rispetto a quando non si parla, e di 70 metri (+23%) rispetto a quando invece si parla con un passeggero.


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