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Il credito al consumo continua a crescere ma i consumi ristagnano e il sentimento degli italiani rispetto a una rapida ripresa economica non è mai stato così basso negli ultimi dieci anni. Questo è quadro che emerge dalla ricerca "Gli italiani e il credito al consumo" realizzata da Astra Demoskopea su commissione di Crif.

La ricerca, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 79 anni (equivalente a 45 milioni di adulti) dimostra che gli italiani hanno superato le reticenze che manifestavano di fronte alla necessità di credito e che tradizionalmente li induceva a rivolgersi a parenti o amici. In generale, hanno acquisito la consapevolezza di poter accedere al credito e l‚88% degli intervistati ritiene "giusto o normale" che chi presta denaro raccolga le dovute informazioni sul proprio conto e che le banche facciano valutazioni "non soggettive" per verificare l'affidabilità del richiedente.

"L'atteggiamento degli italiani nei confronti del credito al consumo è dunque estremamente pragmatico, sostiene Enrico Finzi, presidente di Astra, e sembra ormai appartenere al passato ogni pregiudizio nei confronti dell'idea dell'indebitamento, che ormai viene percepito come uno strumento da usare in maniera responsabile per gestire il budget familiare". La ricerca conclude delineando tre tipologie di utenti nell'ambito del consumer credit: gli "aperti", che rappresentano il 62% del totale e che nel 50% dei casi hanno richiesto mutui e finanziamenti; i "sospettosi", poco meno di un terzo degli intervistati, scarsamente disponibili a rilasciare informazioni sul proprio conto e sul patrimonio; e infine i "marginali", che non hanno mai chiesto finanziamenti e non hanno intenzione di farlo neanche nei prossimi tre anni.

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