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ll settore idrico bulgaro è inefficiente rispetto agli standard europei e sino ad oggi è caratterizzato da ritardi nelle opere di ristrutturazione e dalla frammentazione delle competenze decisionali.

In particolare, le reti di approvvigionamento idrico sono afflitte da un annoso problema di perdite d'acqua (il 60% delle forniture complessive); si registra un grave ritardo nel completamento della costruzione di reti fognarie e di impianti per il trattamento delle acque reflue; a novembre 2013 la Commissione europea ha sospeso i pagamenti dei fondi destinati al PO Ambiente a causa di problemi rilevati sulle procedure d’appalto e sulla gestione dei controlli.

Per il conseguimento dei requisiti europei nel campo delle infrastrutture idriche il Paese necessita di finanziamenti per oltre 6 miliardi di euro nei prossimi 10 anni. Nel nuovo periodo di programmazione 2014-2020 la Bulgaria riceverà 1,5 mlrd di euro nell’ambito del PO Ambiente, di cui il 69% sarà destinato all’asse 1, Acque, favorendo con priorità la costruzione di infrastrutture per la raccolta, il conferimento e la depurazione delle acque reflue in agglomerati urbani con oltre 10.000 abitanti equivalenti.



Fonte: ICE



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