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Il report annuale pubblicato nei giorni scorsi dalla Commissione Europea disegna una Grecia che sta cercando faticosamente di riprendersi dalla crisi, ma ancora con molti rischi, scrive Ekathimerini.

Sotto il profilo della capacità di competere, per quanto siano stati fatti passi in avanti, la Grecia fa ancora parte dei Paesi meno avanzati, in compagnia di nazioni come Spagna, Portogallo, Polonia, Romania, Ungheria; le posizioni di testa sono occupate da Olanda, Germania, Danimarca e Irlanda, nazione quest´ultima che dopo aver vissuto una grave crisi è riuscita a risollevarsi in tempi abbastanza brevi, potendo quindi costituire un buon esempio per la Grecia.
 
La Grecia dopo una lunga e profonda recessione sta cercando di tornare a crescere, ma perché questo avvenga è necessario che venga pienamente messo in pratica il piano delineato assieme ai creditori internazionali. Il settore dei servizi continua ad essere il maggiore traino per l´economia, quello produttivo contribuisce per meno del 10 per cento, molto al di sotto della media europea, superiore al 15 per cento; il turismo continua ad essere il principale driver dell´economia nazionale ed anche in questa fase si sta rivelando il settore che più sta contribuendo all´uscita dalla crisi e al ritorno alla crescita; in netto miglioramento l´assorbimento dei fondi UE, utilizzati soprattutto per le infrastrutture stradali, nelle quali sono stati investiti circa 7 miliardi di euro.

Disoccupazione e disagio sociale continuano ad essere ampiamente diffusi, ma le riforme del mercato del lavoro e le iniziative finanziate dall´UE dovrebbero cominciare a far sentire i propri effetti, con una prima riduzione dei disoccupati dal 26 al 24 per cento tra il 2014 e il 2015.



Marcello Berlich - by Kathimerini



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