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L´Agenzia Serba per le privatizzazioni ha annunciato un bando pubblico per la vendita di 502 imprese sociali; l´iniziativa ha tuttavia suscitato i dubbi degli analisti, secondo cui solo un ristretto numero di queste imprese sarà effettivamente venduto, mentre due terzi dei loro addetti potrebbero perdere il lavoro, scrive Balkans.Com riprendendo Radio Serbia.

Le imprese che non attrarranno l´interesse degli investitori entro il prossimo 15 settembre vedranno avviare la procedura di bancarotta; i posti a rischio sono circa 100.000; il Governo tuttavia appare intenzionato a risolvere una volta per tutte la questione di queste imprese, che assorbono rilevanti quote di bilancio e necessitano di ristrutturazione.

63 delle 502 imprese coinvolte nel programma operano nel settore manifatturiero, 18 in agricoltura, 21 nel settore sanitario e assistenziale, 12 nelle costruzioni ed altrettante nel settore finanziario; al fine di renderle più appetibili per gli investitori, il Governo è intenzionato ad annullare i loro debiti nei confronti dello Stato, che ammontano a circa 2,4 miliardi di euro.

Secondo le stime degli esperti, circa un terzo delle compagnie in questione troverà un partner strategico, un terzo proseguirà le proprie attività per conto proprio, le rimanenti finiranno in bancarotta o verranno liquidate; il problema principale di tali imprese è costituito dai loro costi per lo Stato che hanno raggiunto i 750 milioni di euro l´anno. Il processo vedrà la partecipazione della Banca Mondiale, che parteciperà con 250 milioni di euro nel ripianare delle perdite accumulate.



Marcello Berlich - by Balkans.Com



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