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Circola la voce che il Ministero delle Comunicazioni stia lavorando per liberare anzitempo le frequenze usate da Tim per i cellulari Tacs.

Il governo, infatti, vorrebbe servirsene per distribuirle, dietro compenso, a Tim, Wind e Vodafone che sarebbero interessate a decongestionare il traffico Gsm. E non è impensabile che dietro la manovra sia celato un estremo tentativo di salvare Ipse2000, il consorzio guidato da Telefonica e Sonera, aggiudicatario di una delle cinque licenze Umts.

E' noto che la società, in crisi finanziaria ed industriale, abbia avviato le procedure per la messa in mobilità di 109 dei suoi 122 dipendenti. L'azienda caldeggia da tempo un intervento del governo: non si tratta semplicemente di recepire il trading delle frequenze come da indicazioni Ue, ma anche di attivarsi presso gli altri operatori Umts per convincerli ad acquistare a prezzi equi le frequenze in mano ad Ipse. Per il governo è in gioco la salvaguardia dei l ivelli occupazionali.

Pertanto, il Ministero delle Comunicazioni potrebbe attivarsi perchè Tim, Wind e Omnitel insieme alle frequenze ex Tacs rilevino anche i dipendenti e le frequenze Umts di Ipse, consentendo agli azionisti di quest'ultima di uscire dal business con il minore dei danni, al governo di salvaguardare i livelli occupazionali, a Tim, Wind ed Omnitel di conquistare, a costi relativamente contenuti, spettri aggiuntivi di frequenza utili per migliorare la qualità dei servizi di seconda e terza generazione.

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