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Wed04Jun200308:05
Wi-Fi, quale futuro?
Osannato e vituperato, temuto dagli operatori di telefonia mobile (come possibile concorrente dell'Umts) e pubblicizzato da quelli di rete fissa (per i quali rappresenta un'ulteriori opportunità di espansione), il Wi-Fi continua a crescere.

A Parigi si sperimenta la possibilità di introdurre sui mezzi pubblici l'accesso ad Internet in modalità senza fili. La sperimentazione è parte integrante di un più ampio progetto che, se approvato, porterebbe a dotare di punti di accesso (i cosiddetti hotspot) tutte le 372 stazioni della metropolitana.

In Italia, è finalmente possibile la diffusione pubblica del servizio. Con un recente decreto, il Ministero delle Comunicazioni ha stabilito che per realizzare una rete per il Wi-Fi pubblico è sufficiente una semplice autorizzazione. Le reti Wi-Fi, infatti, non utilizzeranno frequenze specificamente assegnate all'operatore, bensì frequenze di uso libero; naturalmente dovranno essere rispettate tutte le prescrizioni normative in termini di potenza di emissione e non dovranno essere causate interferenze con altri servizi pubblici.

Ma c'è chi si interroga sulle concrete difficoltà di un modello di business imperniato sul Wi-Fi. Secondo la società di ricerca Forward Concepts, di qui alla fine del 2004, negli Usa non si registrerà alcuna crescita del numero degli hotspot. Il trend, infatti, ritornerà crescente solo a partire dal 2005 fino a raggiungere nel 2007 i 530.000 punti di accesso in Usa, gli 800.000 in Europa ed oltre 1.000.000 in Asia. Forward Concepts ritiene che gli operatori Wi-Fi saranno costretti a rivedere i propri modelli di business in funzione di un tasso di diffusione del servizio meno rapido del previsto.

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