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L´azienda spagnola FCC, selezionata per la costruzione del secondo ponte sul Danubio che collegherà Romania e Bulgaria, ha chiesto un´estensione del limite di tempo per la costruzione dello stesso, nonché nuovi finanziamenti per il progetto. Lo rivela la Sofia News Agency affermando che la notizia è stata annunciata dalla televisione nazionale bulgara, riprendendo le parole di Simeon Evtimov, che fa parte dell´unità governativa responsabile del progetto.

La costruzione del secondo ponte sul Danubio, che collegherà la città bulgara di Vidin con la romena Calafat, è già stata ritardata di tre o quattro mesi, a causa delle procedure di espropriazione del terreno, e anche a motivo delle esplorazioni geologiche e di alcuni cambiamenti progettuali rispetto al piano inizialmente concepito. Secondo la televisione bulgara, la FCC ha chiesto altri 100 milioni di euro oltre al costo di costruzione di 225,6 milioni di euro, per il ponte che sarà lungo 1.971 metri, in base al progetto originale.

Il ponte avrebbe dovuto essere completato entro la fine dell´anno 2010. Il ministro dei trasporti bulgaro, Petar Mutafchiev, ha dichiarato più volte che l´esecutore del progetto, appunto la ditta spagnola, fornirà un compenso per il ritardo con cui il ponte verrà terminato, ma secondo la Sofia News Agency il progetto verrà attuato secondo i tempi prestabiliti. La struttura sarà parte del corridoio 4 dell´Unione Europea, e costituirà un pre-requisito per sviluppare i rapporti economici dei Paesi che attraverserà: Germania, Repubblica Ceca, Austria, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Grecia, Turchia.

www.novinite.com - by Elena Arena



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