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In base alle rilevazioni della Banca Nazionale Croata, nel periodo compreso fra il 1993 ed il terzo trimestre 2013 (ultimi dati disponibili) l’ammontare degli IDE effettuati in Croazia (stock) e’ stato di 27,14 miliardi di €, di cui 1,066 miliardi nel 2012 e 530,5 milioni di € nel periodo gennaio-settembre 2013. Nell'arco temporale 1993 – 3 trimestre 2013 il principale investitore risulta essere l'Austria (26,8%), seguita dalla Germania (12,2%), dai Paesi Bassi (11,8%), dall'Ungheria (8,9%), dal Lussemburgo (6,4%) dalla Francia (5,1%) e dall'Italia (4,8%). I dati divulgati dalla Banca Centrale della Croazia, che considerano i flussi finanziari provenienti direttamente dall’Italia, mostrano per il periodo tra il 1993 ed il 3 trimestre 2013, uno stock di investimenti diretti pari a 1,326 miliardi di €, posizionando l’Italia al settimo posto nella graduatoria dei paesi investitori, con il 4,9% del totale degli IDE. Nei soli primi nove mesi del 2013 l’Italia, con 40,9 milioni di € investiti, risulta il quarto investitore in Croazia preceduta dall’Austria (181,6 milioni di €), dalla Germania 66,4 milioni di €) e dal Lussemburgo (45,1 milioni di €). Occorre considerare, tuttavia, che numerose grandi imprese italiane hanno effettuato investimenti in Croazia attraverso triangolazioni finanziarie e gli investimenti sono transitati attraverso Paesi terzi (nella maggior parte dei casi Lussemburgo, Austria e Paesi Bassi), ove vigono normative particolarmente favorevoli in materia fiscale per le holding finanziarie.

L’intermediazione finanziaria (settore bancario ed assicurazioni) e’ stata sinora il settore piu’ attraente per gli investitori italiani (ca. l’80% del totale). Prendendo in considerazione gli IDE italiani realizzati nel corso dell’ultimo quinquennio si evince che:
· nel 2008 nel settore bancario e dell’intermediazione finanziaria sono stati investiti 72,4 milioni di Euro;
· nell’anno 2009 oltre la meta’ del totale degli IDE italiani si e’ diretta, verso solo due settori: servizi alle imprese (consulenza, studi tecnici, ricerche…) ed edilizia;
· nel 2010 e nel 2011 la maggior parte degli IDE italiani si e’ riferita alle attivita’ immobiliari
· nel 2012 la maggior parte degli investimenti italiani ha riguardato quelli azionari in beni immobili (13,9 milioni di euro), nel settore delle costruzioni (11 milioni di euro), dell'intermediazione finanziaria (8,8 milioni di euro), alberghiero e della ristorazione (6,4 milioni di euro)
· nel periodo gennaio-settembre del 2013 gli IDE italiani si sono prevalentemente diretti verso il commercio al dettaglio (17,1 milioni di euro), nelle attivita’ di ricerca e sviluppo (10,3 milioni di euro) nel settore alberghiero e della ristorazione (6,3 milioni di euro) e nel settore edile (5 milioni di euro).

Fonte: ICE



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