QUESTI SITO USA I COOKIES E TECNOLOGIE SIMILARI (vedi dettagli)

Se non cambi la configurazione del browser, sei d'accordo. 

Sat25Nov200600:10
Concluso ad Halifax il vertice mondiale sul microcredito
"Malgrado sia fra i donatori più ricchi, la Banca Mondiale spende solo l'1% del suo bilancio nel microcredito. È tempo di prestare più attenzione a questo strumento se si vuol creare un mondo libero dalla povertà".

È quanto ha dichiarato il Nobel per la pace Mohammad Yunus al Vertice Mondiale sul Microcredito, che si è concluso ieri ad Halifax in Canada e che ha visto la partecipazione di più di 2000 delegati da tutto il mondo. Yunus ha ribadito che l'accesso al credito resta un miraggio per molti individui, non solo nei paesi poveri, ed ha aggiunto "Il sistema della microfinanza è solido se non deve contare su risorse esterne ma si sorregge da solo".

Secondo dati forniti da CreSud, tra i maggiori operatori italiani di microcredito presenti al Vertice, le Microfinance Institutions nel mondo sono tra 1500 e 2000, ma solo 240 di queste sono raggiunte dalle agenzie di rating e dai grandi investitori internazionali, tra i quali negli ultimi anni alcuni fondi di grandi banche europee (Dexia, Rabobank, Deutsche Bank, Credit Suisse).

"Resta aperto il problema di come raggiungere le MFI ancora fuori da questo circuito - ha affermato Andrea Berrini, presidente di CreSud - e di come aiutarle a crescere, irrobustendo il sistema e aumentando la concorrenza al suo interno, per raggiungere standards sempre più elevati. Come sostiene Yunus, il sistema non può poggiarsi sui fondi a dono, ma deve dimostrarsi sostenibile. È fondamentale allora il ruolo degli investitori sociali come CreSud, che veicolano risorse sotto forma di prestito, ma con una mission di utilità sociale e cioè il rafforzamento delle MFI piccole e medie".

Anche il primo ministro pakistano Shaukat Aziz ha parlato della microfinanza come "strumento basilare nei programmi di lotta alla povertà", che dev'essere sostenuto dai governi locali, ma soprattutto dalle istituzioni globali multilaterali. I leader dei paesi poveri presenti hanno quindi rivolto un appello ai governi mondiali perchè abbraccino questa idea rivoluzionaria in grado di dare autonomia proprio alle persone più povere.

Ricordando di aver lavorato egli stesso nel microcredito, il Presidente dell'Honduras Manuel Zelaya ha espresso la volontà istituire al più presto un sottosegretariato apposito.

L'agenzia statunitense di sviluppo internazionale USAID e l'istituzione di microfinanza FINCA International hanno annunciato un nuovo programma di credito rurale in Afghanistan per molti milioni di dollari. USAID fornirà a FINCA un fondo di garanzia di 10 milioni di $ per aprire cinque nuove sedi e aumentare i clienti fino a 45.500 in varie province, permettendo così ai contadini afgani di avviare micro imprese.

La Fondazione Grameen ha lanciato Mifos, un sistema di gestione di informazioni open source, che permetterà di allargare la tecnologia più avanzata agli operatori di microfinanza in tutte le aree del mondo, rivoluzionando il loro modo di lavorare.

Infine, il Bangladesh ha annunciato che presenterà una risoluzione all'Assemblea delle Nazioni Unite per sollecitare la comunità internazionale ad impegnarsi per centrare i nuovi obiettivi della Campagna del Microcredito: garantire l'accesso al credito per 175 milioni di persone entro il 2015 e far sì che 100 milioni dei più poveri del pianeta possano oltrepassare la soglia di un dollaro al giorno.

A questo proposito, dieci delle maggiori MFI - tra le quali BRAC, FINCA International, Opportunity International e la Confederazione Asiatica delle Credit Unions - si sono impegnate a lavorare con la campagna per trovare ed elaborare metodologie attendibili di rilevazione statistica relativa alla "fascia critica" dei clienti del microcredito, i "poverissimi", per misurare quanti di loro riescono a superare questa fatidica soglia e riportare questi dati annualmente.

www.agenziaaise.it