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Fri23Sep200509:00
Il 2005 è stato dichiarato dall'ONU Anno internazionale del microcredito e oggi la microfinanza aiuta più di 80 milioni di persone nei paesi in via di sviluppo. Si potrebbe dire che è proprio grazie al microcredito che questi paesi si possono definire "in via di sviluppo".

Attualmente nel mondo operano 2.931 programmi di microfinanza, che raggiungono appunto 80 milioni di persone (lo ripetiamo perchè è un dato mostruoso). L'82,5% di questi sono donne che grazie a microprestiti riescono ad avviare piccole imprese commerciali, togliendosi così dalla morsa mortale della fame.

Il microcredito è dunque uno strumento di sviluppo economico che permette alle persone povere di accedere ai servizi di prestiti bancari. Una cosa non da poco se si tiene conto che secondo i dati dell'UNDP - United Nations Development Program, il 20% più ricco della popolazione mondiale ottiene il 95% del credito complessivamente erogato nel mondo.

Come ha dichiarato anni fa  Muhammad Yunus, presidente e fondatore della Graamen Bank, la prima banca per microcredito del mondo (Bangladesh) "il microcredito permette ai poveri e agli scalzi di accedere a una opportunità che di solito è esclusivo appannaggio dei ricchi. Accade così che quegli aspetti della società che sembravano rigidi, fissi e inamovibili comincino a diventare più fluidi, e attraverso lo sviluppo economico le persone si affranchino da tutto un insieme di ingiunzioni e regole".

Aggiunge l'economista peruviano Hernando de Soto "il microcredito non è micro nei suoi effetti, è macro".

C@c@o buone notizie



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