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Il codice dovrebbe contribuire in futuro a migliorare le condizioni di lavoro e gli standard ambientali. Quattro dei maggiori produttori di caffè al mondo, tra cui Nestlé, si sono accordati su di un codice volontario di comportamento equo.

Si tratta di una libera iniziativa che non si rivolge solo alle nicchie di mercato del caffè equo, bensì al settore principale, ed è il risultato della pressione esercitata da consumatori, organizzazioni non governative, sindacati, che partecipano all'accordo.

«Per ora non siamo che agli stadi preliminari, ci siamo semplicemente messi d’accordo sui principi di base, che debbono essere ancora testati», sottolinea François-Xavier Perroud, portavoce di Nestlé.

«Il CCCC è un’ottima idea – aggiunge - e va incontro anche ai nostri interessi, perché permetterebbe di assicurare un prodotto di qualità».

L’iniziativa arriva dalla Germania ed è una delle più complete e lungimiranti, simile ad accordi presi in passato dall’industria tessile, della moda, dai produttori di articoli sportivi e di diamanti.

Contiene ad esempio alcune categorie in cui debbono essere rispettati degli standard comuni, come salari minimi per i lavoratori stagionali, l’introduzione di contratti e di orari di lavoro regolamentari, il diritto all’educazione dei bambini e il rispetto dei vincoli ambientali.

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