QUESTI SITO USA I COOKIES E TECNOLOGIE SIMILARI (vedi dettagli)

Se non cambi la configurazione del browser, sei d'accordo. 

Sun24Nov200200:00
Le donne dei paesi in via di sviluppo protagoniste nel commercio elettronico
Buone notizie per il popolo femminile che naviga in rete, arrivano dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD). Secondo questo organismo, il commercio elettronico è "una miniera d'oro" per le donne dei paesi in via di sviluppo. Il cinquanta più uno per cento delle internaute delle Filippine e in Africa del Sud sono donne, la stessa percentuale più o meno degli Stati Uniti e il commercio elettronico nei paesi del sud del mondo potrebbe costituire per loro "una miniera d'oro", come scritto nell'ultimo rapporto della UNCTAD.

La mancanza di accesso alle infrastrutture e alla formazione, la penuria di capitale e la scarsa conoscenza dell'inglese (lingua più utilizzata nell'e-commerce) sono ostacoli importanti per le donne, come spiega il "Rapporto sul commercio elettronico e lo sviluppo" del 2002.

In altri paesi come Brasile, Messico, Cina o Uganda, le donne fanno sempre più ricorso a Internet, ma questo fenomeno tocca un gruppo limitato di donne acculturate.
In questi stessi paesi, il numero totale di internauti (uomini e donne) varia tra il 4,2 % e lo 0,1 %. Nulla in confronto al 60 % che si registra negli Stati Uniti.

In questi paesi le donne che esercitano un'attività indipendente, a capo di micro-imprese o da sole, si indirizzano sempre più verso il commercio elettronico, che non ha bisogno di grandi capitali.

In Asia, poi, le aziende ricorrono sempre più ai servizi a distanza, svolti sovente da donne.

Il rapporto della UNCTAD cita anche degli esempi di successo. In India un mercato elettronico chiamato IndiaShop permette di non rivolgersi ad intermediari per vendere i sari.

In Perù, una rete di casalinghe, Tortasperu si è specializzata nel confezionamento di pasticceria venduta su Internet.
Prodotti fatti a mano da donne artigiane in Egitto, in Giordania, nel Libano, in Marocco e in Tunisia sono commercializzati attraverso un negozio virtuale, Elsouk.

Internet viene utilizzata soprattutto per farsi pubblicità, passare ordinazioni e, più raramente, per effettuare pagamenti.
Molte donne internaute di questi paesi hanno trovato una nicchia specializzandosi semplicemente nella vendita di informazioni, piuttosto che di beni.

Ai lati positivi, però fanno da contraltare quelli negativi. Come il "cybersessismo" a cui sono sottoposte le donne che lavorano nell'industria informatica, nei paesi sviluppati come in quelli in via di sviluppo.

Le donne sono relegate a posti subalterni (raccolta di dati) e sono quasi sempre assenti dai posti direttivi o creativi (fornitura di contenuti, sviluppo di siti Web, ecc.). Apogeonline - by Davide Pellegrino



Partita Iva: IT01123460329 // mail legalizzata: mmasistemisrl@pec.it