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Mon21Nov201100:10
Rc auto. Antitrust: prezzi +25%

Una "tendenza al rialzo continuo" che nel biennio 2009-2010 ha fatto registrare aumenti fino al 25 per cento per un individuo che assicura un'autovettura e di oltre il 35 per cento nel caso di un motociclo.

 

E' quanto emerge dall'elaborazione dei dati raccolti dall'Autorita' per la concorrenza sui premi pagati per l'RC auto: un'analisi che mostra le criticita' del sistema del meccanismo dell'indennizzo diretto e della mancanza della diffusione degli agenti plurimandatari. Nel corso di un'audizione in commissione Industria al Senato il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricala' ha fornito diversi dati: sempre nel biennio 2008-2010 - vale a dire nel periodo di operativita' del risarcimento diretto - il costo medio di un sinistro (Card) ha fatto registrare un incremento del 27 per cento. Ancora piu' marcato l'aumento per aree geografiche: al Sud l'aumento sarebbe di quasi il 70 per cento superiore a quello del Nord in virtu' "dei maggiori sinistri alla persona liquidati in quell'area". In sostanza, quello emerge dall'analisi dell'Antitrust, e' che l'introduzione dell'indennizzo diretto non ha raggiunto gli obiettivi sperati. Inoltre, ha sottolineato Catricala', "persistono i limiti di fondo del nostro sistema nel quale la domanda e' ancora poco mobile (risulta che solo il 10% degli assicurati cambia compagnia annualmente) e non c'e' adeguata concorrenza tra le compagnie. L'assenza di questi fattori di contesto ha fatto si' che l'indennizzo diretto non riuscisse a suscitare nelle compagnie i corretti incentivi affinche' tenessero sotto controllo i propri costi". E da qui ne consegue, secondo il presidente dell'Authority per la concorrenza, che e' sempre piu' evidente il "contesto scarsamente concorrenziale" e il fatto che per le imprese "e' piu' agevole scaricare sui premi i maggiori oneri derivanti da inefficienze di gestione".
CRITICITA' - Uno degli elementi di maggiore criticita' del risarcimento diretto e' rappresentato dal sistema attraverso il quale si arriva a definire l'entita' del rimborso. "Quest'ultima - ha ammesso Catricala' - non riceve l'importo che ha effettivamente liquidato per conto della debitrice, bensi' una somma determinata forfetariamente sulla base del costo medio dei sinistri rilevato nell'annualita' assicurativa precedente.
Quindi alcune imprese avranno vantaggio, altre no". Questo sistema introduce tuttavia, una distorsione: in assenza di correttivi che inducano a controllare i costi, le imprese non hanno alcun interesse a farlo. E questo "accentua la propensione a scaricare i maggiori costi direttamente sui premi: i consumatori, del resto, poco mobili e comunque non in grado di contrattare efficacemente con le compagnie, non riescono a esercitare un'adeguata pressione sulle stesse cosi' da contenere l'accrescimento dei premi", ha sottolineato Catricala'. Per questo l'Antitrust propone una formula di calcolo di un coefficiente che consenta di tenere conto dell'efficienza da recuperare da un anno all'altro, come incentivo per le compagnie a contenere i costi. Una via potrebbe essere quella di escludere dal sistema Card i danni alle persone (attualmente ve ne rientrano alcuni di lieve entita').
AGENTI PLURIMANDATARI - Per superare le criticita' sul versante della domanda, andrebbe agevolata la mobilita' della clientela, avverte l'Antitrust che consiglia lo sviluppo di broker e di agenti plurimandatari cioe' di figure professionali, sostanzialmente indipendenti dalle compagnie, la cui funzione e' quella di consigliare gli utenti. "Sul punto, pero' - ammette Catricala' -, si deve constare ancora una scarsa diffusione di agenti pluriamandatari. Secondo alcune stime di operatori del settore, a fronte, del 7,8% di agenti plurimandatari nel 2007, si sarebbe passati al 13,4% nel 2008 e al 17,6% nel 2009. Inoltre, risulterebbe che il plurimandato non si sarebbe diffuso tra le compagnie di maggiori dimensioni, le quali continuerebbero ad operare con reti di agenti di fatto monomandatari e a non concedere mandati ad agenti plurimandatari".
IL DDL 2809 - Il disegno di legge attualmente all'esame del Senato "e' utile ma non risolutivo", ha spiegato Catricala' riferendosi alla banca dati di rilevazione del rischio frodi. Nel provvedimento sono, tuttavia, positivi la possibilita' per le imprese "di visionare il veicolo prima di stipulare il contratto con conseguente riduzione di tariffa"; e l'installazione della "scatola nera" senza oneri per i contraenti che si tradurre in uno "strumento utile per consentire alle stesse imprese un controllo sulla dinamica degli incidenti".
CONFRONTO INTERNAZIONALE - Secondo l'analisi dell'Antitrust "il confronto internazionale mette in luce una specificita' negativa del nostro Paese. I dati disponibili indicano che in Italia i premi per l'assicurazione RC Auto sono cresciuti a tassi superiori alla media Ue. In particolare, l'incremento medio nell'ultimo quinquennio dei premi per l'assicurazione dei mezzi di trasporto in Italia e' stata quasi il doppio di quella registrata nella zona Euro".
ACCERTAMENTO FRODI - Questo aspetto si nota in particolare su frodi e risarcimenti in forma specifica. In Italia il numero di frodi accertate "resta contenuto". La situazione e' molto diversa da quella di paesi come il Regno Unito o la Francia, "dove si riesce ad accertare il quadruplo delle frodi nel primo e il doppio nel secondo". Le compagnie nel nostro Paese "non ritengono conveniente svolgere un'adeguata attivita' di controllo sui sinistri - ha sottolineato Catricala' -. Si constata, inoltre, l'esiguita' dei risarcimenti in forma specifica che dipende essenzialmente dal fatto che le compagnie non hanno incentivato in modo sufficiente presso i propri clienti l'uso delle reti di riparatori convenzionati. Cio' e' probabilmente dovuto al fatto che tale strumento non consente comunque di tenere sotto controllo i costi derivanti da danni alla persona, che sono una parte ingente".
COMPAGNIE TELEFONICHE - Nessun sollievo per le tasche dei consumatori nemmeno dalle compagnie di assicurazione telefoniche le quali "pur determinando qualche vantaggio per gli utenti che ad esse si rivolgono, in realta' non rappresentano una forma di competizione effettiva". Questo perche', ha sottolineato Catricala', "intanto, a parte una, sono tutte gemmazioni di altre compagnie tradizionali appartenenti ai gruppi piu' importanti". E poi perche' "i dati mostrano che le compagnie telefoniche tendono ad operare prevalentemente con le categorie di rischio che comprendono i soggetti che hanno meno sinistri e quelli che risiedono nelle regioni del Paese caratterizzate da una minore frequenza sinistri (Centro Nord). La selezione di tali categorie di rischio da parte delle compagnie telefoniche avviene mediante l'offerta di polizze a prezzi piu' contenuti di quelli delle compagnie tradizionali, per quei determinati tipi di clientela". E questo "fa si' che il canale piu' evoluto appare piu' limitato proprio nelle aree del Paese dove i premi sono elevati e cio' per una scelta strategica delle imprese".
CONCLUSIONE - L'Antitrust, ha concluso Catricala', "sta attentamente valutando" tutto il quadro per "verificare se vi siano margini per interventi istruttori". Sul versante dell'offerta "da tempo l'Autorita' ha rilevato che le imprese assicurative, come in genere gli operatori finanziari, risultano legati tra loro da cointeressenze che si risolvono in un numero rilevante di partecipazioni incrociate e nella moltiplicazione degli incarichi di direzione per le stesse persone fisiche che si trovano negli organi di direzione di imprese che dovrebbero essere tra loro concorrenti". E questo "condiziona necessariamente lo sviluppo di un'efficace competizione anche nel settore della responsabilita' civile auto".


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